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Home Abruzzo Politica Abruzzo Fiume Tronto e prostituzione: NO, al disboscamento, si alla pista ciclopedonale

Fiume Tronto e prostituzione: NO, al disboscamento, si alla pista ciclopedonale

Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano (Ciclat) si associa all'appello di Wwf, Lipu e Pro Natura contro l'abbattimento del bosco.

Arginare la prostituzione su quella ribattezzata "la via del sesso" tagliando gli alberi?

Il Ciclat propone una pista ciclopedonale, senza alterare il paesaggio.

 

Teramo, 12 ott. - Anche il Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano (Ciclat) si associa all'appello di Wwf, Lipu e Pro Natura contro l'abbattimento del bosco sulla sponda destra del fiume Tronto in territorio teramano e suggerisce, al contrario, la creazione di piste ciclopedonali e a cavallo.

 

 

"Tale provvedimento - afferma una nota del Ciclat - voluto per limitare il fenomeno della prostituzione, oltre a non essere risolutivo del fenomeno, che necessiterebbe di ben altri provvedimenti, va a creare ulteriori problemi ad un ambiente fluviale gia' gravemente compromesso. E' di pochi mesi fa l'allarme per l'inquinamento del fiume vibrata e tra le soluzioni il WWF aveva prospettato l'incremento delle fasce tamponi boschive, sulle sponde dei fiumi, ed ora, al contrario, si vuole eliminare quello che, oltre ad essere un polmone verde, e' un formidabile mezzo di contrasto all'inquinamento e al dissesto idrogeologico.

 La zona, inoltre, e' tutelata dagli strumenti di pianificazione territoriale regionale (P.R.P.) e provinciale (P.T.P.) oltre che da leggi nazionali (D.Lgs. 42/2004) e non si comprende come, per pseudo ragioni di ordine pubblico, si possa derogare alla normativa di tutela ambientale provocando danni maggiori di quelli che si vuole sanare. Il problema della tutela del territorio, soprattutto fluviale, puo' agevolmente risolversi creando appositi percorsi ciclopedonali e parchi fluviali, fruibili da tutti, in modo che le aree vengano continuamente presidiate dagli amanti della natura, delle passeggiate a piedi, in bici e a cavallo.

Percorsi "naturalistici" sulle sponde del fiume, analogamente a quanto gia' previsto sulla sinistra del Tronto, nella parte marchigiana, eviterebbero, senza fare strage di alberi, l'insediamento di attivita' illecite divenendo anche un attrattore turistico di non secondaria importanza. Le piste ciclabili, ed i parchi fluviali, potrebbero inoltre essere facilmente pattugliati dalle forze dell'ordine, magari in bici o a cavallo, costituendo un ulteriore elemento di presidio del territorio".

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