Attualità
Il poker in Abruzzo ha avuto la stessa evoluzione che in molte altre regioni italiane: giocato un tempo in famiglia ed in casa con gli amici nella variante classica del poker all'italiana, di recente ha conosciuto un vero e proprio successo, sull'onda del consenso mondiale della variante Texas Hold'em e della diffusione sempre più massiccia e capillare delle poker room online che, come Pokerstars, per fare il nome di una delle più conosciute, hanno di fatto permesso di giocare e cimentarsi sul tavolo verde ad un numero sempre più grande di appassionati.
Resta il problema, annoso ormai nel nostro paese, del poker live, per il quale, in Abruzzo come nelle altre regioni, esiste di fatto un vuoto legislativo che lascia ai tribunali ed alle questure locali il compito di autorizzare o meno tornei ed eventi dal vivo. Una cosa infatti è giocare a poker sullo schermo di un computer, un'altra è giocare contro avversari in carne ed ossa e sono ormai a migliaia i giocatori che fattisi le ossa nelle poker room virtuali vorrebbero poter provare l'emozione del gioco dal vivo in tornei organizzati da circoli ed associazioni, senza dover sostenere lunghi viaggi per poter raggiungere uno dei quattro soli casinò che in Italia sono autorizzati ad ospitarli.
Di recente in Abruzzo alcuni hotel e stabilimenti balneari hanno tentato di promuovere tornei ed eventi di poker sportivo, e nella regione non mancano circoli e associazioni che promuovono il poker inteso come disciplina sportiva, promuovendo tornei Sit&Go ma anche lezioni di poker per i meno esperti.
Le cronache però riportano come le questure locali, in più di un'occasione, hanno diffidato i gestori di locali e circoli dall'organizzare simili manifestazioni dopo che questi avevano regolarmente inoltrato una richiesta di autorizzazione. Il rischio è quello di incappare nel reato di “esercizio del gioco d'azzardo” come recita l'articolo 718 del codice penale, e tanto è bastato per farli rinunciare.
Al contrario in altre regioni il gioco live è invece tollerato, ed i gestori di circoli e locali, forti di sentenze favorevoli o di tribunali più tolleranti, riescono, anche se timidamente, ad organizzare qualche torneo live.
Certo è che la disparità di posizioni tra questura e questura e tra provincia e provincia crea, e creerà in futuro, grandi malumori, e che sarebbe proprio il caso che finalmente il governo e le camere si pronuncino in merito, dibattendo e legiferando su una proposta di legge che giace ormai da più di tre anni nei cassetti.
Secondo alcune voci nel gennaio 2013 dovrebbe vedersi una schiarita, ma, visto l'andazzo di questi ultimi anni non sono in pochi coloro che dubitano che i tempi saranno rispettati così come promesso. E' facile infatti che potranno verificarsi ulteriori ritardi, e che il popolo dei pokeristi dovrà consolarsi ancora per chissà quanto tempo giocando solamente in tornei virtuali.



