Attualità
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Anche da morto Erick Priebke divide il mondo politico, civile e religioso. Il questore di roma ha deciso di vietate manifestazioni in forma pubblica e solenne per la morte del boia delle Fosse Ardeatine in tutta Roma e provincia.
Fulvio Della Rocca ha infatti notificato all'avvocato dell'ex ufficiale delle SS, Paolo Giachini, il decreto con il quale per motivi di ordine e sicurezza sono vietate le funzioni relative alle esequie e al trasporto della salma in maniera pubblica e solenne e lo svolgimento di qualsiasi manifestazione pubblica. Le autorita' ecclesiastiche hanno da parte loro deciso che la celebrazione delle esequie religiose avvengano in forma strettamente privata, cioe' nella casa che ospitava le spoglie del defunto. "Nel rispetto della legge della Chiesa - riferisce il Vicariato di Roma - non e' stata negata la preghiera per il defunto, ma e' stata decisa una modalita' diversa da quella abituale, riservata e discreta". "E' una cosa vergognosa - ha commentato il legale di Priebke - che per questo fedele non ci sia una chiesa. Si vogliono usare leggi ad personam. La campagna di odio nei suoi confronti deve finire. All'interno del video, che verra' pubblicato dopo le esequie, racconta come ha vissuto quei momenti e il suo pensiero sul razzismo." Giachini ha annunciato che domani mattina sara' fatta "una cerimonia religiosa privata" e sara' trovato "un luogo che non dia fastidio a nessuno" in modo da dare "la possibilita' ai parenti di vivere un momento di raccoglimento". L'ospedale Gemelli, dove la salma e' stata portata venerdi' sera, ha "escluso" che il rito funebre, in forma privata, si tenga al policlinico. "Siamo in attesa che la famiglia venga a consegnare i documenti - spiegano dal Gemelli - per portare via la salma, che qui e' solo in custodia e in transito. Nessun rito funebre si terra' qui". Intanto e' arrivato il rifiuto da parte del sindaco di Pomezia Fabio Fucci all'ipotesi della tumulazione nel cimitero militare tedesco pometino: "Sono fermamente contrario all'ipotesi paventata che, ad oggi, non ha alcun fondamento di ufficialita'. Ho gia' contattato il referente del cimitero militare tedesco per avere informazioni in merito e, da quello che mi risulta, una tumulazione a Pomezia non sarebbe tecnicamente realizzabile, dal momento che il cimitero tedesco ospita solo militari caduti in guerra. I crimini del regime nazista - conclude Fucci - sono un segno indelebile della nostra Storia, e chi li ha commessi deve essere giudicato e poi cancellato dalla memoria collettiva. Pomezia non accogliera' mai uno di loro". Sulla vicenda Priebke interviene anche la vedova di Piergiorgio Welby, Mina, che interpellata dall'AGI non accetta di dare giudizi di valore ne' di confrontare il divieto di funerale canonico comminato contro il proprio compagno con quello emanato nei confronti dell'ex 'boia delle Ardeatine': "La misericordia divina e' infinita verso tutti. Ognuno ha diritto alla sepoltura. Trovo giusta la decisione del vicariato di non far svolgere i funerali in chiesa ma e' anche legittimo che i funerali di Priebke possano essere religiosi, anche se privati". "Non c'e' paragone con cio' che accadde a mio marito: la situazione e' differente. A mio marito venne negato il funerale perche' la Chiesa non vuole avallare l'eutanasia, ma ribadisco che non fu un suicidio: anche il nostro catechismo dice che le cure oltre inutili e oltre la soglia di sopportazione si possono interrompere. Non si provoca volontariamente la morte ma si accetta di non poterla piu' impedire. Non mi ergo a giudice di Priebke ne' di nessuno, la cosa terribile e' che non si e' mai pentito, e' questa la cosa veramente grave". "Mi dispiace - ha concluso Mina Welby - anche per molte discussioni sui social network, non bisogna lasciarsi andare a commenti di basso livello: c'e' modo e modo. Chi calpesta la dignita' altrui calpesta sempre anche la propria".
(AGI) .



