Attualità
"Differenza fondamentale tra religione e la scienza. La scienza vincerà perché funziona”.
Dal libro scritto nel 1988, intitolato “Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo”, lo studioso non escludeva l’esistenza di un’entità superiore come quella di Dio. Sfogliando le pagine è possibile leggere: “e arrivassimo a scoprire una teoria completa sarebbe il trionfo definitivo della ragione umana perché così avremo modo di conoscere la mente di Dio”.
A più di 20 anni di distanza l’opinione del matematico sembra essere completamente capovolta.
Secondo quanto riportato nell’ultimo testo, intitolato “The Grand Design”, Hawking afferma: “poiché esiste una legge come la gravità l’Universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c’è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l’Universo, per cui esistiamo noi”. E aggiunge: “siano molto meno eccezionali e molto meno convincenti come prova del fatto che la Terra sia stata accuratamente progettata solo per far piacere a noi esseri umani”.
Da ciò si deduce che l’origine di tutto derivi esclusivamente da fattori di tipo naturale e, stando a questa logica, Dio non avrebbe alcuno spazio, perché non sarebbe necessario supporre la sua esistenza per far tornare i conti.
Immediate le critiche da parte di coloro i quali hanno notato uno stravolgimento tra ciò che l’astrofisico aveva sostenuto nel ’88.
Hawking a tal proposito ha precisato come in quella famosa frase lui avesse fatto riferimento alla “mente di Dio” secondo un noto modo di dire e non riferendosi al significato vero e proprio del termine. Per eliminare qualsiasi dubbio lo scienziato ha concluso la questione precisando: “c’è una differenza fondamentale tra la religione, basata sull’autorità, e la scienza, basata sull’osservazione e la ragione. La scienza vincerà perché funziona”.
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