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Refendum, tea party non va a votare, difende il decreto Ronchi

REFERENDUM contro l'energia nucleare, la privatizzazione del bene fondamentale acqua e legittimo impedimento, 12 E 13 GIUGNO 2011- non tutte le parti politiche, però, sono contrarie a questi punti, ci sono movimenti e associazioni che invitano al non voto - Perchè? Lo spiega Tea party Abruzzo.

 

Il Tea Party Abruzzo, coordinamento regionale del Tea Party Italia, un movimento apartitico di ispirazione liberale, libertaria che "si batte contro lo statalismo in tutte le sue forme, ed in particolare contro l'eccessiva presenza dello Stato nell'economia e contro l'oppressione fiscale che vessa i contribuenti italiani. "

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Le ragioni del non voto - La tesi del Tea party: "non stroncare sul nascere il timido esempio di liberalizzazione italiana"

Tea party Abruzzo precisa, "La gestione dei servizi di distribuzione idrica, attualmente sotto l'esclusiva responsabilità statale, è una delle peggiori attività portate avanti dalla Pubblica Amministrazione."

Se per molti cittadini italiani, questa è una garanzia di servizio democratico e pubblico, per questo movimento che si batte fortemente contro "lo statalismo" è "Inefficiente, poiché oltre il 50% dell'acqua immessa nella rete di distribuzione risulta dispersa a causa della mancata manutenzione; non trasparente, poiché i vertici delle società pubbliche e delle municipalizzate responsabili della gestione sono di nomina politica; antieconomica ed antiecologica, poiché i prezzi dell'acqua in Italia sono eccessivamente bassi, i più bassi d'Europa, e non a causa di una maggiore abbondanza della risorsa idrica sul territorio nazionale ma poiché il prezzo viene deciso dagli amministratori locali, che ovviamente evitano in tutti i modi di far aumentare la bolletta dell'acqua ai propri elettori. Una politica che porta le società pubbliche a essere, ovviamente, in costante perdita, ripianata attraverso altre entrate fiscali. E con un prezzo artificiosamente basso vengono incentivati sprechi e utilizzi poco accorti della risorsa acqua, al giorno d'oggi sempre più preziosa."

Possono queste essere ragioni più importanti rispetto al pericolo del nucleare e della privatizzazione acqua?

"L'art. 5 del D.L. 135/09, il cosiddetto “Decreto Ronchi” recepisce i principi comunitari di "economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento" per l'affidamento ai privati dei servizi pubblici locali o la scelta del partner privato nelle aziende miste. Il Decreto non sancisce la privatizzazione dell'acqua, che rimane un bene pubblico inalienabile, ma permette soltanto l'ingresso dei privati nei servizi di gestione della distribuzione idrica".

Per molti è proprio la gestione del servizio il nodo fondamentale, quello che spaventa, visti alcuni casi di gestione privata.

Per questi motivi, Tea Party Abruzzo invita "tutti i cittadini abruzzesi, e gli italiani, ad informarsi attentamente sulle questioni e sui quesiti riguardanti il referendum sulla questione inerente alla gestione dei servizi di distribuzione idrica, e invita inoltre ad astenersi dal voto - non recandosi alle urne o in alternativa a non ritirando le schede di colore rosso e giallo – per non contribuire a stroncare sul nascere questo timido esempio di liberalizzazione dell'economia italiana."

Questa è un'altra posizione.

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