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Scoperto gene dell'invecchiamento: lo ha rivelato uno studio sui vermi
Robin May dell'università di Birmingham, a capo dello studio, pubblicato sulla rivista Public Library of Sciences (PLoS) One, compiendo studi di laboratorio sui vermi ha scoperto un gene specifico connesso alla durata della vita, all'apparato immunitario e alla resistenza dalle malattie. Il gene, che nei vermi è indicato DAF-16, è presente anche in molti animali e negli uomini, per questo gli scienziati sottolineano l'importanza della scoperta per la ricerca sull'invecchiamento e le questioni immunitarie e di difesa umani. "Volevamo scoprire quanto il normale invecchiamento fosse dovuto ai geni e quale effetto questi geni avessero su altre carattersitiche, come l'immunità", dichiara May.
Lo studio mira a capire in che modo le persone invecchiano, per cercare di creare farmaci che li aiutino a restare in maggiore salute mentre i tempi di vita si allungano. A confermarlo è stata una ricerca di scienziati danesi, lo scorso anno, la quale sosteneva che la metà dei bambini nati oggi nei paesi ricchi riuscirà a festeggiare i 100 anni.
Il professor Douglas Kell del Biotechnology and biological sciences research council (Bbsrc), finanziatore della ricerca, ha dichiarato che le scoperte potrebbero aiutare gli scienziati a capire alcuni dei meccanismi che determinano come gli uomini invecchino. "E' davvero importante sviluppare una buona comprensione del sano invecchiamento se vogliamo capire cosa accade alla fisiologia di un anziano quando non sta bene, o si trova in difficoltà con attività quotidiane come richiamare alla mente ricordi o muoversi".
Spiega May: "Il fatto che sottili differenze tra le specie nel DAF-16 sembrino avere un rilevante impatto nell'invecchiamento e nella salute è davvero interessante e può spiegare in che modo nell'evoluzione siano cambiati la durata della vita e gli altri tratti correlati".



