Benessere
Gran Bretagna: “X Factor” potrebbe causare problemi mentali nei soggetti a rischio
L’accusa parte dalla Gran Bretagna, dopo il caso di Rees Ceri - X Factor sarebbe una sorta di 'gioco a tira e molla con la mente delle persone', secondo l'illustre scrittrice Marjorie Wallace, amministratrice di SANE un importante ente benefico del Regno Unito per la salute mentale. Ma dalla produzione si rassicura, "teniamo alla salute mentale dei nostri concorrenti"
È senza alcun dubbio uno dei format di maggior successo nel mondo quello del programma televisivo “X Factor” che nei giorni scorsi è stato messo sotto accusa da Marjorie Wallace l’illustre scrittrice e giornalista investigativa inglese, di poter causare malattie mentali tra alcuni dei suoi concorrenti.
Secondo l’amministratore delegato di SANE, un ente di beneficenza che si occupa di salute mentale nel Regno Unito istituito nel 1986, infatti, il talent show creato da Simon Cowell opera una sorta di "gioco a tira e molla con la mente delle persone".
Ma l’esperta di SANE va oltre azzardando il paragone secondo cui il programma sarebbe come gli esperimenti di condizionamento che sono stati realizzati negli anni Sessanta sugli animali per vedere quali conseguenze si sarebbero verificate dalla combinazione di ricompensa e punizione sino a spingerli alla pazzia. Questi reality ripeterebbero questi esperimenti fuori legge ma con l’aggravante che questa non è ricerca psicologica ma intrattenimento.
Un portavoce dell’X Factor inglese si è affrettato a smentire sostenendo che il suo produttore, Talkback Thames, "ha una lunga esperienza di trattare con i membri del pubblico che hanno scelto di fare delle audizioni per partecipare in spettacoli di intrattenimento". Il portavoce ha sottolineato che: "Il benessere dei nostri concorrenti è sempre di fondamentale importanza per noi e lavoriamo con loro per fornire ciò che è necessario un aiuto."
"Gli autori dovrebbero evitare di trasmettere le performance dei concorrenti più deboli" dice un'associazione a Tutela del comnsumatore.
fonte: Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”
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