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Vaticano, Gabriele maggiordomo risponderà di furto aggravato.

"Attualmente la magistratura ha contestato a Paolo Gabriele semplicemente il reato di furto aggravato. Siamo ad uno stadio molto iniziale del procedimento penale, perciò le quantificazioni di pene gravissime avanzate da alcune testate non hanno ragione di essere". Lo ha detto padre Federico Lombardi.

 

Il portavoce vaticano, padre Lombardi, interrogato in proposito, ha risposto cosi' sulle ipotesi di reato contestate finora all'aiutante di camera del Papa Benedetto XVI, arrestato perche' in possesso di documenti segreti. Sulla stampa circolavano invece formulazioni d'accusa come la violazione della corrispondenza di un capo di Stato e quindi l'attentato alla sicurezza dello Stato, reato che prevede una pena fino a 30 anni di carcere, ma che finora la magistratura vaticana non ha contestato a Gabriele.

Nessuna ammissione finora da parte di Paolo Gabriele, e' sempre rimasto in silenzio durante gli interrogatori cui e' stato sottoposto nell'ambito dell'istruttoria sommaria svolta finora. Provato, chiuso in un profondo silenzio e assorto in preghiera.

Così viene descritto il 'maggiordomo' del Papa, ora detenuto in una camera di sicurezza del Vaticano con l'accusa di aver diffuso documenti riservati.

Il calvario personale di Gabriele sarebbe cominciato già mercoledì quando nel pomeriggio, alla presenza sua, della moglie e dei figli, sono cominciate le perquisizioni della Gendarmeria nell'appartamento in Vaticano dove vive la famiglia Gabriele e i primi interrogatori degli investigatori nell'ambito dell'istruttoria sommaria. Profondamente provato, Gabriele in queste ore di detenzione in una camera di quattro metri per quattro, si affida - dicono le fonti - ad una intensa preghiera.

DON GALLO, MACCHINA DI POTERE CHE  HA PERSO LA BUSSOLA "In Vaticano purtroppo non sta succedendo niente di nuovo. Conferma che il Vaticano oggi è una macchina di potere che ha perso la bussola, cioé il Vangelo": così don Andrea Gallo ha commentato a Genova. "Questa piramide non regge più - ha commentato don Gallo -. Lo dimostrano i fatti. Bisogna tornare a Giovanni XXIII e al Concilio Vaticano II. Lui diceva della Chiesa: 'semper gloriosa, sempre penitens, semper reformanda'. Era il 1965".

DON VITALIANO, GABRIELE FA DA CAPRO ESPIATORIO

Sul suo blog non ha fatto mancare la solidarieta' a Paolo Gabriele. Don Vitaliano Della Sala, 49 anni, e' stato a lungo al centro delle cronache che lo hanno visto protagonista di fortissimi dissidi con la gerarchia diocesana e vaticana, costatigli anche una sospensione a divinis da parte dell'allora Abate del Santuario di Montevergine, monsignor Tarcisio Nazzaro, che nel frattempo lo aveva rimosso d'autorita' dalla guida della parrocchia di Sant' Angelo a Scala (Avellino).

''E' finito stritolato in un gioco piu' grande di lui - dice don Vitaliano a proposito dell'aiutante di camera di Benedetto XVI - e adesso viene consegnato come un capro espiatorio''.

"A cominciare da domani nella omelia domenicale inviterò i miei parrocchiani ad astenersi dal versare l'otto per mille alla Chiesa cattolica". Lo annuncia Don Vitaliano Della Sala, il prete no global già noto per una serie di iniziative che hanno suscitato non poche polemiche all'interno della Chiesa. "Preti e laici, la Chiesa che sta in basso, non hanno alcuna voce in capitolo - lamenta don Vitaliano - la loro ansia di rinnovamento spirituale che chiedono anche e soprattutto alla Chiesa che sta in alto, non viene ascoltata. Dunque - conclude - non resta che astenersi dal sostenere chi si dimostra sordo e distante".

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