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Brindisi/Melissa Bassi. Preso chi schiacciò bomba. Il padre "Mai pensato a Mafia, non le fanno queste cose"

"Giustizia è fatta". E' stata questa una delle frasi dette da Massimo Bassi, padre di Melissa, in una conferenza stampa a Mesagne. "Ringrazio tutti per quello che hanno fatto. Ora trovo la forza  in mia moglie, pensando a Melissa". Accompagnato dall'avvocato Fernando Orsini, ha ringraziato le forze dell'ordine, i magistrati e anche i giornalisti. "In questi giorni ho sentito tutti vicini".

Brindisi/attentato perquisita imbarcazione di Vantaggiato, indagato

Ansa

Giovanni Vantaggiato "non è un padre": ha detto Bassi. "Quell'uomo - ha aggiunto - per me non esiste, non può - ha detto più volte - essere un padre". L'avvocato Orsini ha aggiunto che quando "ho avuto la notizia del fermo, ho sentito la voce dello Stato".

"Non voglio parlargli per me lui non esiste. Mai immaginavo che questo 'fattaccio' potesse essere opera di un padre. Non posso pensare che in questi venti giorni lui abbia mangiato con la sua famiglia, con i suoi figli. Lui ha spezzato la mia famiglia, ma ha anche spezzato la sua famiglia".

E poi rivela, "No, no, non ho mai pensato alla mafia o alla criminalità. Loro queste cose non le fanno" aggiunge "Ho sempre pensato che si trattasse di un gesto isolato, ma mai potevo immaginare che a farlo sia stato un padre di famiglia".

Occhiali scuri, sguardo basso e giacca nera: così, per la prima volta dall'attentato, la madre di Melissa Bassi si è presentata ai giornalisti, ai quali non ha rivolto parola. Così come anticipato ai cronisti dall'avvocato Fernando Orsini, Rita Bassi non è intervenuta alla conferenza stampa tenuta dal marito. Durante l'incontro con i giornalisti la madre di Melissa ha sempre tenuto lo sguardo rivolto a terra, visibilmente provata dall'emozione e dal dolore. La donna, subito dopo l'attentato del 19 maggio scorso, aveva avuto un malore ed è stata ricoverata nell'ospedale di Mesagne: "Ringrazio - ha detto il marito - l'ospedale di Mesagne per tutto quello che hanno fatto medici ed infermieri per mia moglie". L'avvocato Orsini ha aggiunto che "i coniugi Bassi non parleranno con nessun altro giornalista".

Giovanni Vantaggiato, di 68 anni, presunto autore dell'attentato di Brindisi,

In stato di fermo da ieri dopo aver confessato di essere il responsabile dell'attentato contro la scuola Morvillo Falcone di Brindisi, avvenuto il 19 maggio scorso, è stato interrogato oggi nel carcere di Lecce, dove è recluso dalla scorsa notte. Avrebbe fatto esplodere la bomba di giorno dinanzi alla scuola perché di notte lì non c'era nessuno. Lo ha detto lo stesso Vantaggiato nell'interrogatorio di ieri.

A Giovanni Vantaggiato viene contestato, nel decreto di fermo, il reato di strage in concorso aggravata da finalità di terrorismo .
Il decreto di fermo è stato firmato dal procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta e dal pm della procura di Brindisi Milto De Nozza. Nel provvedimento si contesta il concorso nel reato "per coprire ogni eventualità", ha precisato Motta. Il fermato "ha decritto l'ordigno - ha riferito Motta - e come era composto, ed ha competenze elettrotecniche" per costruirlo. Quanto alla somiglianza del fermato con l'uomo ripreso in un video di un chiosco di fronte alla scuola scenario dell'attentato, Motta ha aggiunto che "é evidente che è la stessa persona" e che probabilmente si è trattata di una "imprudenza". Alla conferenza stampa erano presenti tra gli altri il vicecapo della polizia, Francesco Gratteri, i vertici dello Sco e del Ros; non erano presenti né il procuratore di Brindisi, Marco Dinapoli, né il pm De Nozza.

All'individuazione del presunto responsabile dell'attentato di Brindisi si è arrivati attraverso l'individuazione di due auto, una presente la notte quando è stato collocato l'ordigno dinanzi alla scuola Morvillo Falcone, e l'altra la mattina seguente quando c'é stata l'esplosione.

"Quanto tempo dovrò stare qui?' E' l'unica domanda che Vantaggiato, ha fatto la scorsa notte all'arrivo nel carcere di Lecce. L'uomo mantiene "un atteggiamento remissivo, passivo".

"La bomba l'ho fabbricata io nel deposito. Ho comprato fuochi d'artificio e li ho svuotati mettendo dieci chili di polvere pirica in ciascuna bombola".  Ha detto nell'interrogatorio di ieri sera. "Le bombole le ho portate la sera prima con la Fiat Punto sul luogo dell'attentato. La mattina dopo sono andato lì con la Hyundai (l'altra auto di famiglia, intestata alla moglie, ndr) e ho pigiato il telecomando".

SINDACO, MESAGNE VITTIMA NON CARNEFICE

"La città di Mesagne è vittima e non carnefice": così il sindaco, Franco Scoditti, ha commentato la notizia del fermo dell'uomo di Copertino che sarebbe responsabile dell'attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi che ha causato la morte della giovane mesagnese Melissa Bassi. "Questa notizia - ha aggiunto Scoditti - ci dà solo un parziale conforto per il dolore che ancora oggi continua a provare tutta la città di Mesagne.

Ma il dolore più grande resta quello della famiglia Bassi e delle famiglie delle altre ragazze rimaste ferite nell'attentato". Il sindaco ha reso noto che nel pomeriggio incontrerà i familiari delle ragazze "ai quali dobbiamo continuare a restare vicini così come abbiamo fatto dalla mattina dell'attentato". Scoditti ha poi definito "avventate" le ricostruzioni di chi collegava l'attentato a "connivenze con la criminalità di Mesagne. In questa città - ha proseguito il sindaco - abbiamo i nostri problemi, ma al tempo stesso ci sono gli anticorpi per difendersi. E siamo orgogliosi di quello che ha detto don Ciotti, che ha definito Mesagne come la città dell'antimafia".

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