Brindisi. Confermato arresto per Vantaggiato "non c'entra la politica era atto dimostrativo"
Il titolo di reato non e' mutato rispetto a quello iniziale di "strage aggravata dalla finalita' terroristica". Il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Lecce, Ines Casciaro ha convalidato ieri sera alle ore 21.30, il fermo di polizia giudiziaria per Giovanni Vantaggiato, da mercoledi' scorso negli uffici della questura di Lecce, e ha poi ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'uomo: "mi metto in ginocchio davanti ai parenti delle vittime"- riferisce che vantava crediti e subì 400mila euro di truffe. Tanti i dubbi ancora.
L'inchiesta resta nelle mani della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, il cui responsabile e' il procuratore della Repubblica, Cataldo Motta.
Vantaggiato, 68 anni, autore reo confesso della strage di sabato 19 maggio scorso davanti alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi in cui ha perso la vita la studentessa 16enne di Mesagne, Melissa Bassi, e altre cinque sono rimaste ferite, questa mattina era stato interrogato per tre ore in carcere a Lecce.
Vantaggiato era "esasperato" e preoccupato economicamente: vantava crediti aperti e aveva subito truffe, per circa 400mila euro, e non riusciva a recuperare questo denaro. Ma anche che il lavoro era calato tanto da indurlo a diminuire il personale. Anni fa infatti aveva anche perso l'appalto per la fornitura di gasolio per le scuole della provincia di Brindisi, tra cui la Morvillo Falcone. Che pure - ha detto nell'interrogatorio - è stata scelta solo perché, poco controllata e vicino all'autostrada, via di fuga e facile ritorno per Copertino.
Davanti al gip ha ribadito che non ci sono complici, di non appartenere ad organizzazioni criminali o terroristiche e che con il suo gesto non c'entra la politica, era "un atto dimostrativo". E davanti al gip ha detto di essere pentito e di voler scrivere una lettera ai familiari di Melissa Bassi, la 16enne uccisa nell'esplosione, e alle altre ragazze che sono rimaste ferite per chiedere perdono. "L'interrogatorio e stato un po meno insoddisfacente nel suo complesso, anche sul movente quindi", ha brevemente commentato il procuratore della Dda di Lecce Cataldo Motta.
"Ha confermato quello che già aveva detto durante la sua confessione. Ha ribadito di aver fatto da solo, di aver confezionato l'ordigno da solo", ha spiegato al termine dell'udienza di convalida l'avvocato Franco Orlando, che assiste Vantaggiato, e "sul movente - ha aggiunto - ha spiegato che si era sentito esasperato dalla situazione di criticità della sua azienda. Non lavorava più come prima ed aveva molte situazioni creditorie che non riusciva a chiudere".
L'avvocato ha inoltre raccontato che il 68enne "in alcuni momenti drammatici dell'interrogatorio, è scoppiato in lacrime per Melissa e per i suoi genitori. E ha detto: 'Chiedo perdono. Mi metto in ginocchio davanti ai parenti delle vittime'".
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