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Albania. Le vergini giurate, quando una donna sceglie di vivere da uomo

Cultura/storia

di Oliverta Lila

Sono nate donne ma hanno vissuto come uomini. In albanese si chiamano burrnesha (vergini giurate). Ecco la loro storia e il perchè della loro scelta.

Omosessualità? Difficile capire. Parlare di sesso con loro, però, è quasi un tabù. Forse era il prezzo della libertà di una donna sotto la dittatura? Il fenomeno oggi sta scomparendo.

Vivono soprattutto nel Nord dell’Albania, anche se non è un fenomeno solo albanese. La loro storia ha incuriosito tanti studiosi stranieri e giornalisti di tutto il mondo. Hakiu, Shkurtani, Pashku, Lulja… Oggi le vergini giurate si possono contare. Il fenomeno di cui la viaggiatrice inglese Edith Durham ha parlato già negli anni ‘800, sta scomparendo.

Ciascuna di loro ha la propria storia: un il giuramento per restare nubile per tutta la vita.

Indossavano vestiti da uomini, tagliavano i capelli corti, fumavano assieme agli uomini e partecipavano alle loro riunioni, cambiavano i nomi in maschile, bevevano raki (grappa fatta in casa) e usavano le armi. Godevano tutte le liberta e i privilegi degli uomini. Erano i tempi in cui le donne avevano dei diritti molto limitati. Oramai, ad una certa età, nel loro fisico non resta più niente di femminile.

Secondo la antropologa inglese Antonia Young, che ha viaggiato per la prima volta nell’Albania nel 1989, ancora sotto regime, la loro scelta era condizionata soprattutto dalle circostanze sociali in cui si trovavano. Lì, ha incontrato da vicino la maggior parte di loro. Una ha scelto di diventare burrnesh dopo la morte del padre o dell’unico fratello per prendersi cura della famiglia, l’altra perchè era nata in una famiglia solo di sorelle e qualcun’altra ancora per sfuggire da un matrimonio forzato. “Loro fanno dei lavori molto duri. Quando le ho incontrate le loro mani erano incallite”.

Per gli stessi albanesi, l’esistenza di queste vergini giurate si è scoperta soprattutto dopo gli anni ’90. Durante la dittatura non se ne parlava e loro vivevano in silenzio nei lontani villaggi del Nord. Negli ultimi anni gli studiosi hanno cercato di capire se le loro scelte sono legate con una omosessualità nascosta. Anche Young ha riflettuto su questo argomento nel suo ultimo libro “Le donne che sonno diventate uomini”. “Parlare con loro di sessualità è molto difficile, è quasi tabù" racconta, "Lulja, una delle vergini, quando le ho chiesto di parlarne, mi ha risposto: 'Perche mi servono le relazioni sessuali quando ho una famiglia cosi grande?' Invece Shkurtan (Shkurta in femminile), ormai 70-enne, vive con Butja, la vedova di suo fratello che ha scelto di prendersi cura di lui(lei). 'Lui non dimostra per niente desideri sessuali, anche se in passato è stato molto bello', ammette Butja."

L’antropologa inglese Young, è convinta che dietro le loro scelte non si nascondono le diversità sessuali. “Per me è il contesto sociale in cui hanno vissuto che ha condizionato le loro scelte”.

L'archivio fotografico della ricercatrice custodisce una foto di Pashko, una vergine giurata ormai morta e ricorda “L’ho incontrata in un matrimonio nel 1993. Ha accettato di parlare con me forse perchè mi vedeva come una straniera misteriosa. Teneva sopra l’orecchio una sigaretta. Dopo ho saputo che non fumava, era solo per darsi un aspetto più maschile”.

Le vergine giurate oggi sono poche, ma le loro storie hanno ispirato libri, documentari e sono finite nelle prime pagine dei giornali più importanti del mondo, incuriositi dalla loro storia

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