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Troppo cari gli affitti all'Aquila, occorre calmierare

L'Aquila e provincia

Chi specula sulle disgrazie altrui non merita grande considerazione se non biechi commenti. Per quanto questa, però, sia una pratica deprecabile, è quanto sta accadendo oggigiorno all'Aquila. Facile smuovere mari e monti, o per lo meno prometterlo, sulla scia della commozione, del dolore fresco, di quello che si attacca alla pelle e non può lasciare indifferenti. Ma è il dopo che conta davvero, è quello che serve a fare i conti e i bilanci, quelli veri, e nel caso dell'Aquila l'ago della bilancia non pende certo a favore dei cittadini.

 

 

Quanto accaduto col sisma del 6 aprile del 2009 è cosa nota. Chiunque in Italia, ma anche all'estero, ne è a conoscenza. Quello che non tutti conoscono è il retroscena della disgrazia, quello che è accaduto quando i fari si sono spenti sulle rovine e sugli abitanti duramente provati, a che non hanno mai perso nemmeno per un minuto la loro grande forza d'animo e dignità. Il problema più grave, e anche più vergognoso, che ha interessato questa città è proprio quello del rincaro degli affitti, a partire da quel tragico 6 aprile. Questo si spiega in modo molto semplice. Chi ha potuto acquistare una nuova casa, magari chiedendo un prestito o un mutuo inps nel caso di dipendenti pubblici, ha ricominciato a ricostruire la propria vita, chi non si trovava nella possibilità di ricostruire o acquistare ha dovuto optare per l'affitto.

La domanda, come è logico supporre, è stata molto alta, ecco perché chi si è trovato dall'altra parte della situazione ha potuto speculare aumentando vertiginosamente i prezzi di canoni di locazione. A denunciarlo è anche Filomena Di Nisi, una candidata della lista Tutti per L'Aquila. Secondo la donna nessuno finora si è preoccupato di mettere un freno a questa situazione. Ancora più scandalosa, sempre secondo la candidata, è la situazione legata agli affitti della Banca d'Italia, situazione spinosa e controversa, ma che si potrebbe risolvere semplicemente con un contratto concertato con i proprietari degli appartamenti che possa calmierare gli affitti. Sarebbe quindi sufficiente mediare e proporre una forma di compensazione per i proprietari per dare un po' di respiro a tutte quelle famiglie che non riescono nemmeno ad arrivare a fine mese e quindi non possono pagare un canone di locazione.

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