Montesilvano: più che una riunione di consiglio una classe indisciplinata da 7 in condotta.
(Nella foto Ass. Di Giacomo, consiglieri Cilli e Brocchi)
Discussi i punti all'ordine del giorno, tra irriverenza, indisciplina e poca educazione civica dei componenti l'apparato politico cittadino.
Si preannuncia la volontà dell'amministrazione di cedere aree demaniali a privati (forse costruttori). Il motivo? I costi di manutenzione sono troppo gravosi.
Di Stefano:" Volete anche vendere Montesilvano! Complimenti"
Pagella - I più disciplinati: Chiulli, Di Stefano, Dirodi, De Martinis, Di Nicola. I meno disciplinati: Di Giacomo, Cozzi e Cordoma.
Dopo alcune sedute rinviate per mancanza di protagonisti, finalmente oggi il consiglio ha discusso i punti sui quali ha ritenuto riunirsi in convocazione straordinaria e urgente. Avete presente a scuola quando c'è l'assemblea di classe, la ricreazione o l'ora buco senza insegnante? Ecco, questo, unito a tensione, era il clima di oggi, al consiglio comunale di Montesilvano.
Ha presieduto il consigliere Bratti, anche se c'erano assenze come quella di Odoardi, D'Ignazio, il numero si è raggiunto. Presenti in aula Cordoma, l'assessore Musa e l'assessore Di Giacomo.
I
l consigliere Cilli introduce il primo odg:" il governo prevede che alcuni tratti di strada gestiti dall'Anas divengano a pagamento, tra questi l'asse attrezzato, da Brecciarola a Dragonara" e quindi chiede alla provincia e al comune di premere per fare in modo che questo non avvenga. Chiulli fa presente che la richiesta va oltre il colore politico.
Cozzi, seppure favorevole, manifesta poco interesse verso la cosa e rileva che il problema non ha molto a che vedere con la città ma Bratti ribadisce che "molti montesilvanesi lavorano in quella zona e questo aggraverebbe una situazione economica già in corso".
Brocchi è contrario perchè quella del pedaggio, secondo lui, è solo una possibilità che ancora non si è manifestata come reale problema.
Il con
siglio accoglie la richiesta di Cilli.
Il secondo ordine del giorno presentato dall'assessore Di Giacomo, che sino a qualche minuto prima appariva piuttosto distratto, riguarda la cessione di un'area comunale per parcheggi privati, nelle vicinanze di una chiesa, non specificata, "Cessione porzioni delle particelle nn. 1152 e 1155 del foglio 18, per una superficie complessiva di mq. 117 alla ditta Paluzzi Immobiliare s.r.l."
Di Stefano (PD) spiega i motivi della sua contrarietà alla richiesta: "trattandosi di aree demaniali si sarebbe dovuto procedere ad un bando pubblico. Nel caso contrario questo creerebbe un illegittimo vantaggio patrimoniale per il privato."
"Repetita non iuvant -interviene Brocchi - questi microinterventi acclarano lo scempio edilizio"
L'assessore Massimiliano Di Giacomo risponde, candidamente, che si seguiranno le regole e, prima asserisce che non si vogliono "sdemanializzare" le aree pubbliche e poi, per motivare le ragioni della loro cessione, afferma: "I costi sono molto alti".
Alla fine la delibera passa.
Il terzo punto, sempre proposto da Di Giacomo, è quello che mette in risalto molti aspetti contorti dell'apparato politico della città. La richiesta riguarda "la ditta Sirio inerente la cessione, da parte dell’amministrazione comunale, di porzione lotto di terreno – particella 1700 del foglio 13 per mq. 130,00 – piazzale zona Bingo Orione," per farne dei parcheggi privati per i dipendenti.
Qualcuno maligna sottovoce in aula: " o una palazzina?"
Di Stefano, manifestata la sua contrarietà per le stesse ragioni del precedente punto aggiunge: " area da restituire ai privati dietro un ridicolo balzello che chiamate indenizzo" e chiede tra il serio e il faceto: "Vendere un area pubblica per farne un parcheggio per dipendenti? E che non trovano da parcheggiare all'Orione?"
Le ragioni che Di Giacomo adduce: " L'assessore Musa dovrà far spendere all'amministrazione 10 mila euro per rifare le strisce al parcheggio dell'Orione, la manutenzione di queste aree è molto costosa per il Comune."
Cozzi mostra il suo completo appoggio e auspica che avvenga la stessa situazione che realizzata nell'area di risulta di Pescara, vendendo una porzione alla gestione governativa per farne parcheggi per dipendenti.![]()
Di Stefano sbotta: " Vi state vendendo pure Montesilvano! Complimenti!"
La discussione del punto viene rinviata a data da destinarsi.
Se fino a quel momento in aula i partecipanti attivi alla discussione sono sempre gli stessi, il quarto punto, modifica del regolamento dei cani, sollecita la voglia di interloquire di alcuni consiglieri, più rilassati dall'argomento.
La situazione in aula tocca il surreale: mentre si disquisisce sulla cacca dei cani per quasi un'ora, storpiando la proposta iniziale del consigliere di Nicola di educare coloro che abbiano cani a mantenere le strade pulite, offrire loro palette per raccogliere le feci, altri partecipanti alla riunione, come Cozzi e l'assessore Di Giacomo, non interessati più agli argomenti, zompettano da un banco all'altro, come a scuola, bisbigliando e parlottando. Qualcuno addirittura fa salotto, mancando di rispetto a chi illustra le sue proposte. E il sindaco? Pare essere incantato davanti al suo cellullare.
Nel marasma apocalittico, tutti parlano e nessuno ascolta, qualcuno propone multe salate, come la Parlione che, gongolando, dichiara: "si ricorda, sindaco, i bambini che giocavano davanti alla chiesa? Il cartello "vietato giocare a palla" e le multe sono serviti. Ora non giocano più." (Chissà dove andrano a giocare adesso!).
Brocchi invita a riflettere sul fatto che i vigli non possono passare le giornate a cercare di cogliere in flagranza i cani che defecano.
Di Nicola conclude sul punto: " Non sia il caso che chi ha dei cani si deve sentire punito solo per questo. Cerchiamo di risolvere andando incontro alle loro esigenze".
La verità emersa è che davanti ad argomenti importanti tutti fanno i disinvolti ma sull'educazione dei cani si sentono presi dall'argomento.
Infine si deve discutere l'adesione al patto dei sindaci, per le energie pulite e l'agricoltura. Molti scalpitano per andar via a tal punto che il presidente Bratti è costretto quasi a rimbrottare i colleghi: "La fretta è cattiva consigliera, su questi argomenti non possiamo avere fretta".
Chiulli interviene per chiedere: "concretamente cosa vuole fare l'amministrazione aderendo a questa iniziativa? Il progetto richiede una valutazione di verifica periodica e campagna divulgativa. Avete intenzione di ottemperare a questi punti?"
Nonostante l'ammonimento di Bratti, si è fatta una certa ora e tutti votano a favore e poi via; un'immaginaria campanella segna la fine di questo consiglio straordinario urgente. E' legittimo chiedersi: cosa era così urgente? Cosa così straordinario?
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