Di Sante (Rc-Verdi): terzo ponte sul Saline per bus, pedoni e bici
Montesilvano
di Loris Zamparelli
«Il progetto del ponte dell'Adriatico va modificato affinché non sia un ponte carrabile per le automobili». Così interviene Corrado Di Sante di Rifondazione Comunista-Verdi in merito al progetto del terzo ponte sul fiume Saline in questi settimane in discussione nelle commissioni Lavori Pubblici e Urbanistica.
Se anche quest'ultimo sarà destinato al passaggio delle automobili, Montesilvano avrebbe ben cinque ponti sul Saline tutti destinati alle vetture. Infatti sia Ponte Europa, sia il ponte della ferrovia sono attualmente destinati alle automobili. E dei 3 ponti in progetto, già 2 sono destinati alle automobili sia quello che collegherà via Tamigi, nei pressi del depuratore, a via San Martino a Città Sant’Angelo (in prossimità di Poggio degli Ulivi), sia l’altro che unirà via Fosso Foreste a via San Martino (nei pressi dell’Outlet Village), è evidente a tutti, quindi che il terzo ponte, il Ponte dell’Adriatico, debba essere destinato esclusivamente a pedoni bici e trasporto pubblico con corsie riservate. «È necessario», rileva Di Sante, «abbassare i volumi di traffico soddisfacendo il bisogno di mobilità alternativa all’automobile dei cittadini attraverso opere per la mobilità collettiva. Inoltre è impensabile utilizzare enormi quantità di denaro ben 15,5 milioni di euro per soddisfare il traffico generato da errate scelte urbanistiche. Ancora una volta con i soldi pubblici di tutti si costruiscono strutture viarie a servizio di attività private, non sono forse a servizio dell’Outlet Village e dell’Iper Orio i due ponti in progetto? I consiglieri del comune di Montesilvano scelgano per il futuro della città, per la valorizzazione turistica, per la qualità ambientale, per la ciclovia dell’adriatico, che potrebbe diventare la vera risorsa economica per la costa teramana e pescarese. È fondamentale che la commissione urbanistica e la commissione lavori pubblici ascoltino prima di decidere i portatori di interesse convocando le associazioni ambientalisti, le associazioni dei cicloamatori e le associazioni di categoria. Le scelte future della città vanno partecipate dalla cittadinanza».
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