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Home Motori Motori Speciale Indycar: Il pubblico abbandona le piste "rotonde"

Speciale Indycar: Il pubblico abbandona le piste "rotonde"

SPARTA (Kentucky), 4.10.2011 - Vorremmo tanto che questo “Requiem” ad una categoria sportiva appartenesse ad altri. Purtroppo pero’ il quadro osservato domenica scorsa a Sparta (Kentucky) frena ogni pensiero positivo.

 

A prescindere dal fatto che la categoria Indy car ovale e’ l’erede della indimenticabile CART e dei suoi arditi piloti, gli spettacoli recenti parlano di un “addio” alle armi´ di questa branca sportiva. Ultimo quello del Kentucky, che appena 15 mila spettatori (spesso gridavano senza motivo) hanno osservato dagli spalti semivuoti. Sparta non e’ l’unica eccezione, le si pongono al fianco Loudon e Millwauke e qualche altra, con l’esclusione di Iowa, Texas e Indianapolis. “L’ovale e’ divenuto una specie meccanica in pericolo”, una realta’, questa, che non sfugge. Nel 2012 soltanto cinque ovali entrano nel calendario di 18 gare, questo perche’ i “promotori” non si possono permettere le enormi spese.

A.J. Foyt nato e cresciuto negli ovali,trova esplicita la sentenza. ”La gente non viene piu’ a vedere la “nostra” corsa ovale, che e’ stata sempre la migliore. Quale puo’ essere la causa?” si chiede l’asso vincitore di 4 Indy 500, pur essendo contrario, nel suo pensiero, agli stradali.

Lo spettacolo di Sparta non e’ stato molto diverso da quello di Sonoma o Mid Ohio dove la presenza di pubblico era piu’ copiosa e si facevano amicizie.

Il cronista non vuole essere accusato di “cospirazione”. Riconosciamo che Randy Bernard sta compiendo sforzi enormi per esaltare e salvare la categoria che Tony George, con la sua politica “squadrista” condusse al fallimento.

Memorabile la guerra fredda e finanziaria adoperata dall’ex patron di Indy-contro la magnifica CHAMP CAR del magnate Gerard Forsythe, il quale si defilò disgustato dallo spirito antisportivo ed erratico del George che, con la sua politica blasé, cedette le sorti della Indy alla Nascar. Inutile tergiversare, ma il caso e’ abbastanza bizzarro e l’attore principale e’ Roger Penske, che anni or sono, possedeva anche Michigan. Fontana,Nazareth, Rockingam ed Homestead allorche’ parte di questa “merce” fu ceduta alla famiglia France-patron della Nascar,della quale Penske divenne membro del Board, e andando a letto col nemico.

Il pubblico ha perso interesse nelle corse ovali,monotone, snervanti, che un servizio televisivo rende ancor piu noiose. Scomparsi i protagonisti di “passate” a 235 miglia l’ora, e i duelli sino all’ultimo di piloti che ignoravano il pericolo. Oggi un pugno di piloti fedeli “abitué” della vittoria, non attendono molto ad

allontanarsi dal gruppo dei “deboli avversari” giunti per far numero e cercare di dare alla loro finanza un sospiro di sollievo, pur presentando spettacoli di media statura.

E’ opinione generale che il personaggio da accusare, a piene mani” per la triste situazione sia Tony George. Ma non si puo’ scartare la figura del miliardario boss della serie ovale, Roger Penske, il quale fa il suo gioco a scarico di migliaia di fans che ritornano indietro con la mente quando, appunto, la CHAMP CAR, rappresentava “LA CORSA”.

Forse c’e’ ancora un filo di speranza, stretta dalla morsa Ovale, divenuta “passé” per ovvi motivi?

Lino Manocchia/ssphoto.com

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