Pescara e provincia
"Apprendiamo dalla stampa che nuove decisioni sono state prese sull’annosa questione delle aree di risulta dell’ex stazione ferroviaria e sul teatro che lì si prevede: con Determinazione dirigenziale si è deciso l’affidamento di un incarico “di supporto, coordinamento, supervisione all’Unità di progetto ed al Responsabile Unico del Procedimento” per l’opera denominata ”Realizzazione di Teatro comunale presso le aree di risulta”. Il tecnico individuato è noto per comparire negli ultimi tempi con frequenza sui cartelli delle opere pubbliche come coordinatore." .L'intervento del Consiglio dell’Ordine degli Architetti P.P.C della provincia di Pescara e del presidente Massimo Palladini
Il consigliio delgi archietteti spiega, "Questa complessa prosa sta a significare:
- le aree di risulta dallo spostamento della stazione ferroviaria sono ancora sprovviste di un disegno d’insieme che coordini le rilevanti questioni implicate (viabilità, parcheggi, stazione autolinee, attraversamento del trasporto pubblico, parco,servizi, ecc.); infatti il Piano particolareggiato previsto dal PRG non è stato redatto e appare abbandonata anche la disciplina definita in modo concorsuale dall’amministrazione precedente. Non sappiamo se c’è un’elaborazione in corso, come sembrerebbe dalla determinazione citata, ma certo essa è ignota alla città ed alle categorie tecniche in modo che se ne possono valutare le rilevanti implicazioni per gli assetti della zona centrale. Tuttavia, in questo quadro indefinito, si procede alla progettazione di un teatro, come se non fosse parte essenziale della complessiva sistemazione
- Il progetto del teatro, oggetto di dibattito e di attesa da parte della città intera, verrà redatto all’interno della struttura tecnica comunale, col ”supporto” di un tecnico esterno,figura ricorrente nei progetti cittadini, il cui ruolo di “coordinatore”, spesso muta, nelle dichiarazioni pubbliche, in quello di autore tout court.
Ben per tempo, in una dichiarazione congiunta con l’Ordine degli ingegneri del 22 luglio 2011, questo Ordine ha fornito indicazioni di metodo che riteniamo corrette ed irrinunciabili per la città:
- Il progetto dell’intera area deve fornire convincenti risposte ai complessi nodi urbanistici e funzionali che la sua posizione comporta; se le scelte compiute in passato non sono più condivise, va motivato il cambio di rotta ed illustrato alla città un quadro organico delle nuove proposte, sul quale raccogliere la partecipazione di cittadini e forze sociali e produttive.
- In questo quadro, il progetto del teatro deve avere la elevata qualità che la città merita, scelto con il metodo del concorso aperto alle migliori professionalità e selezionato con procedure trasparenti tra diverse proposte.
Proprio in questi giorni si sta espletando all’Aquila il concorso internazionale per Piazza d’Armi,che prevede, appunto, un grande parco ed un teatro. La Federazione Regionale ed il Consiglio Nazionale degli Architetti lo hanno fortemente promosso ed ora darà i suoi frutti per una città colpita, dove, pure, si sarebbe potuto scegliere una strada più rinunciataria in nome dell’efficienza. A Pescara stupisce questa resistenza nel fare appello alle idee dei progettisti, ripiegando sui troppo consueti collaboratori di fiducia e sugli uffici comunali, per i quali si gradirebbe invece un più efficiente utilizzo nel disbrigo delle pratiche correnti e nella cura ordinaria della città."
"I progettisti della nostra provincia, - conclude -nel rivendicare l’apertura alle loro idee per le maggiori trasformazioni urbane, sono convinti di interpretare anche il diritto dei cittadini alla qualità del progetto per il proprio ambiente di vita".



