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L'Italia delle creste e dei tagli.

mamma governo

Un Paese da sempre amministrato come una "buona madre di famiglia" -

Il guaio della nostra Italia è sempre stato quello di istaurare rapporti madre-figlio, al lavoro, nelle amicizie, anche, purtroppo, con lo Stato. La scelta è sempre stata, per molti italiani, quella tra "figlio" o  "genitore". I tempi di magra quale figlio rimane a succhiare il latte?

La filosofia sulla quale poggia il modus operandi politico del "Bel Paese" fu sintetizzata in un ritornello: "finchè la barca va lasciala andare..." E quando c'è abbondanza la madre è la figura più piacevole e calda dove rifuggiarsi, trovare conforto ma attenzione, vicino alla mamma c'è quasi sempre un papà che tiene i conti e quando non tornano la dolce mamma comprensiva diventa una tiranna nei confronti dei suoi figlioli e chiede soldi, sfrutta quello che può sfruttare, taglia, richiede indietro gli antipici e fa le creste mettendosi i soldi dentro al "reggiseno". Diventa come quella di "Profumi e Balocchi".

Sarebbe giunta l'ora di rivedere questa filosofia politica basata sulla simbologia familiare, perchè è sempre risultata un sano fallimento, incompatibile con la democrazia. Molti figli dell'Italia sono cresciuti, hanno intrapreso la propria strada e difendono le proprie idee e, anche se spesso non si sentono rappresentati in Parlamento, qualcuno continua a decidere prepotentemente per loro, la mamma governatrice.

Questo rapporto governo-cittadino, genitore -bambino è giunto al culmine e necessita di una sintesi per andare avanti. Il governate continuando a comportarsi come un genitore, dirige la vita del cittadino-bambino, senza tener conto (o forse è proprio questa l'intenzione), che se il cittadino verrà sempre diretto, in tutto e per tutto, non crescerà mai e rimarrà perennemente in una condizione infantile.


Il cittadino italiano medio, il popolo nel suo complesso, è rimasto, dal punto di vista civico, un infantile. Ha bisogno di succhiare avidamente dalle poppe della madre-Stato perchè raramente è capace di difendere i suoi diritti, spesso non li conosce e li scambia  per un favore, per una indulgenza del politichetto o politicone di turno!


Ora sembra quasi che il latte stia agli sgoccioli ma nonostante questo, resta a succhiare, anche a vuoto, rimane lì. Incredibile, non è del tutto colpa sua, gli hanno insegnato a fare solo questo. E poi, se vogliamo dirla tutta, la mamma non sta facendo nulla per staccarli dalla tetta.

Se a qualche figlio toglie, a qualcun'altro dà. Si sa che in famiglia vince il figlio più ruffiano e furbo e la parabola del "figliol prodigo" non funziona quando il maiale da ammazzare non basta per tutti.

E allora la mamma che fa? In genere comincia a togliere ai figli più intelligenti, tanto quelli vanno da soli,no? Quelli li spinge all'indipendenza.

 Tornando ai tempi di oggi Sandro Bondi assicura che interverra' con forza sugli sprechi della cultura e che non chiedera' piu' finanziamenti. Il ministro dei Beni culturali spiega: "Penso che non dobbiamo chiedere piu' risorse economiche e fondi. La crisi di molti settori della cultura non dipende dalla mancanza di finanziamenti, anche in questo settore ci sono molti sprechi su cui bisogna intervenire e su cui interverro' con forza e determinazione". Bondi segue la mamma.

 


"La UE non fa sconti a nessuno", dice Sacconi, ministro del Lavoro, a proposito della richiesta dell'Unione Europea di equiparare l'eta' pensionabile di uomini e donne nel pubblico impiego a 65 anni entro il 2012. Forse le profezie Maya avevano ragione.

"Nel caso l'Italia dovesse incappare in una procedura di infrazione sull'equiparazione a 65 anni dell'eta' pensionabile delle donne nel pubblico impiego - ha spiegato Sacconi in una conferenza stampa - le eventuali sanzioni potrebbero arrivare a 714.000 euro per ogni giorno di ritardo nell'adeguamento."

 Tuttavia il ministro, al termine del suo colloquio con la commissaria alla Giustizia e ai Diritti civili, Viviane Reding, ha assicurato che la sentenza della Corte europea di Giustizia che impone all'Italia di equiparare l'eta' delle pensioni di uomini e donne dipendendi pubblici "non e' in nessun modo applicabile al settore privato". 

 "Sarebbe molto piu' oneroso: il settore privato e' caratterizzato da una tale segmentazione da non consentire un'uguale regolamentazione previdenziale. Le donne interessate sarebbero costrette ad attendere la pensione da disoccupate".

Cantava Luciano Tajoli: "Mamma! - mormora la bambina mentre piena di pianto ha gli occhi per la tua piccolina, non compri mai i balocchi, mamma, tu compri soltanto i profumi per te!"

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