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Povera Italia. Disoccupazione, depressione e chiusura attività ma siamo fuori dal tunnelllelll

Politica

Helsinki - "L'idea di base e' che proprio in questo momento l'Italia non sembra avere bisogno di aiuti particolari, certo non per il salvataggio di tutta la sua economia. Gli aiuti potrebbero essere necessari, forse, in relazione alla lentezza con la quale i mercati comprendono gli sforzi compiuti e i risultati raggiunti". Per Mario Monti, quindi, stiamo, in tempo record, bene. Certo disoccupazione, scarsa qualità della vita, taglio ai servizi sanitari e istruzione, tasse e imposte a rotta di collo, non sono problemi "particolari". La cosa importante è che l'Europa si accorga di quello che il premier ha fatto in Italia. Se può lusingare, l'italiano se ne è accorto. ( FOTO aGI)

 


Commercianti, venditori autonomi, rappresentanti, giovani professionisti, disoccupati, chi ne ha più ne metta, tutti sull'orlo di una crisi, non solo economica. I nervi sono saltati. Una vita intera dedicata alla formazione, al lavoro, a investire denaro e sforzi fisici, senza orari, senza sosta, pensando a mettersi in pari con i pagamenti e poi...arriva un Governo che, senza guardare alla gente che lavora e paga i loro "stipendioni sporcelloni", non si limita a mettere le mani nelle tasche degli italiani ma ficca, senza pietà, una bella spada nella nuca di tutti coloro che non hanno mai chiesto nulla alla politica e hanno sempre pagato il dovuto, anche a costo di sacrifici.

No, questi sacrifici richiesti, ultimamente, sono stati come la peste, hanno sferrato il colpo di grazia a chi stava cercando di coprire gli ultimi debiti, hanno prodotto nefaste conseguenze come la chiusura di molte attività, creato disoccupazione, povertà, depressione e suicidi.

Per questo governo esiste solo la figura che l'Italia può fare in Europa, senza preoccuparsi che i figli della Nazione sono disperati mentre qualcuno, forse, si sta riempiendo la pancia proprio in conseguenza di questa situazione, indisturbato come fanno gli avvoltoi nel deserto.

Il presidente del consiglio ha sottolineato che "Sarebbe terribile per l'integrazione europea se l'euro, che doveva essere il passo supremo, piu' perfetto di integrazione, a causa dei problemi che ci sono nel mondo reale dovesse diventare a poco a poco un fattore di divisione e disintegrazione anche psicologia delle visioni politiche tra stati membri dell'Unione europea".

Come avere fiducia di chi esercita il Latinorum di don Abbondio, di chi non vede la sofferenza degli italiani, di chi crede essere migliore, solo perchè investito da Università prestigiose, di chi vive tra la gente l'ascolta e cerca di andare incontro alle esigenze di tutti.

Tutti i politici alla fine mostrano un volto ambizioso, si sa quello che vogliono, meglio un politico un pò meno intellettuale e calcolatore, però capace di avere tra le sue urgenze i bisogni degli italiani.

Lo spread è lì che minaccia il Paese, mentre un governo va avanti aumentando IVa, inserendo imposte sulle case della povera gente, invece di martoriare chi le ricchezze le ha sul serio, grazie ad un Parlamento complice e pavido, un Presidente della Repubblica le cui intenzioni sono sempre più incomprensibili.

Le persone non sono numeri.

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