Il si' vince al referendum per l'accordo Fiat-sindacati a Pomigliano D'Arco

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Sacconi, Marchionne rispettera' il patto

 
 
 
 
Ha vinto il sì ma la fiom non ha sottoscritto l'accordo perchè ha ritenuto il referendum illegittimo e sotto clima intimidatorio. Ieri sera la Fiom-Cgil ha dato notizia che sarà convocata a Pomigliano d’Arco un’Assemblea nazionale per il lavoro, per i diritti, per la democrazia. All’Assemblea, che si terrà giovedì 1° luglio 2010, parteciperanno le delegate e i delegati del gruppo Fiat, dei grandi gruppi industriali metalmeccanici e delle aziende metalmeccaniche del Mezzogiorno, Mentre questa mattina è stata annunciata una conferenza dio LAndini alle 13.
 
Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a proposito del risultato del referendum allo stabilimento di Pomigliano, ha detto: "Non voglio nemmeno ipotizzare che Fiat cambi idea, ho fiducia nella nota determinazione di un manager come Marchionne che saprà certamente rispettare il patto siglato con le organizzazioni che hanno avuto il coraggio di decidere".
 
Lo afferma "Ora che l'accordo con il referendum è stato inequivocabilmente approvato, io penso che sia una logica conseguenza l'investimento", aggiunge Sacconi, a margine di una conferenza stampa all'Istat. "Il mio auspicio - conclude - e che ora si applichi l'accordo in tutti i suoi aspetti e che anche coloro che non lo hanno sottoscritto vogliano accettare la logica della saturazione degli impianti".
 
Sacconi poi ha continuato:"Pomigliano fa scuola nella disponibilità delle parti sociali a trovare sempre più specifiche soluzioni nelle condizioni aziendali", altrimenti "succede che solo lo sciocco guardi il dito e non la luna". Ha specificato:"Il dito sarebbe guardare il merito". Alla domanda se l'accordo possa essere esteso ad altre aziende, Sacconi a margine di una conferenza stampa risponde: "questa è una sciocchezza. Ogni stabilimento ha una sua storia". Per il ministro "i fatti sono così duri e veri che i problemi causidici vanno in secondo piano".
 
  I sindacati si dicono soddisfatti del 63% dei consensi circa conquistato dal si' mentre il ministro Sacconi afferma che adesso il Paese e' piu' moderno. A Pomigliano della Fiat sono tutti consapevoli che a pesare nel prossimo futuro sara' anche il 36% raggiunto dal fronte del no. La Fiom teme che questo risultato possa non bastare al Lingotto e che l'azienda possa giocare sulla percentuale negativa registrata nella consultazione per tirarsi indietro e negare gli investimenti, ovvero i 700 milioni per il progetto nuova Panda a Pomigliano.
 
I sindacati con la Fim e la Uilm se da un lato si dicono soddisfatte del successo ottenuto, dall'altro chiedono alla Fiat di ratificare presto l'accordo e, quindi, di tener fede agli impegni.
Il sindacato piu' critico all'accordo, la Fiom, Massimo Brancato, ''se la Fiat apre una trattativa e si predispone ad una mediazione che rispetti la costituzione, le leggi dello stato e il contratto, ci sediamo a un tavolo e siamo disponibili a fare un negoziato''. E per Susanna Camusso, vicesegretaria nazionale Cgil, chiede di riaprire le trattative : ''la partecipazione al voto era prevedibile come la prevalenza del si' - spiega la sindacalista - Chiediamo a Fiat di avviare l'investimento e la produzione della nuova Panda a Pomigliano e di riaprire la trattativa per una trattativa condivisa da tutti''.
 
Il segretario Cisl, Raffaele Bonanni sottolinea che in questo referendum ''ha vinto il lavoro e il buon senso'', il segretario della Uil Campania, Giovanni Sgambati mette in evidenza come ''una percentuale cosi' elevata di partecipazione non si era mai registrata in un referendum sulla flessiblita' nel settore metalmeccanico''. Un buon risultato, avvertono, anche se stasera, all'uscita della fabbrica alcuni lavoratori dello stabilimento, con in mano solo le primissime proiezioni hanno comunque gia' avvertito: ''anche se vince il si' la lotta per i nostri diritti continua''.