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Politica. Parenti, amici e lobby. Democrazia, disegnare in uno spazio vuoto
Memo
di Angela Curatolo
"Un senso di responsabilità sociale che vada al di là della famiglia, o al massimo della tribù, richiede fantasia, devozione, lealtà, tutte le virtù più alte che un uomo deve sviluppare autonomamente. Se gliele imporrete, finirà per rigettarle."
Robert Anson HeinleinI politici da tempo hanno preso il posto dei nobili del passato. Nonostante l'humus di laureati, da cui potrebbero uscire volti nuovi e inedite leve politiche, gli italiani sentono odore di status, lobby, come una sorta di oligarchia nuova, fatta sempre di stesse famiglie, non più nobili, sempre in pole position sulle poltrone di alto rango politico. I Letta non sono il primo caso nella storia di famiglia che milita in schieramenti diversi e risiede ai vertici del potere. Anche Enrico Berliguer, Francesco Cossiga e Antonio Segni erano parenti in decenni topici della nostra Italia.
Tutti a scuola al liceo Azuni di Sassari, tutti sardi ma con idee politiche diverse, che hanno dominato la scena italiana per decenni.
Berlinguer e Cossiga, le cui madri erano cugine, prendono strade diverse. Il primo, figlio di Mario, avvocato socialista e di discendenza nobile, si iscrive nel 1943 al Partito Comunista, dal 1972 ne diventa segretario fino alla morte, nel 1984; l'altro, più giovane, di 6 anni, di famiglia repubblicana borghese, (all'epoca queste cose contavano), alla democrazia cristiana, con davanti una carriera che lo porterà ai massimi vertici del potere politico.
Ministro nel governo De Gasperi, nel 1955 riuscì a convergere forze contrapposte tra loro proprio per il suo spiccato conservatorismo, nel 1962 quarto Presidente della Repubblica, Antonio Segni, il più anziano dei tre, di famiglia nobile, del patriziato genovese, addirittura, fu tra i fondatori della democrazia Cristiana, suo figlio Mario, cominciò con la Dc per poi tentare di fondare Alleanza democratica, Patto per Segni e l'Elefantino. La storia di Segni padre adombrata "dal tintinnio di sciabole", l'incontro con Giovanni De Lorenzo, ex partigiano e all'epoca comandante dell'Arma dei Carabinieri, elaboratore del diabolico Piano Solo, 731 uomini politici e sindacalisti di sinistra sarebbero stati trasferiti in Sardegna, un golpe che avrebbe consegnato l'Italia 'solo', appunto, all'Arma, nel 1964 stava quasi per andare in porto durante la parata del 150°.
Cossiga, più tardi, in veste di ministro, avrebbe presieduto nella commissione ministeriale sul Sifar, all'apposizione di 17 omissis al rapporto Manes sul Piano solo, per segreti militari.
E' la storia che parla di avvicendamenti parentelari, che a volte sono difficili da comprendere.
Democrazia, disegnare in uno spazio vuoto.
Partecipare, promuovere un valore, un'idea attraverso il lungo lavoro politico, disegnare in uno spazio vuoto. Attendere il salvatore della Patria, colui che risolve, perchè conosce e ha i voti o, come si suol dire, "è addentro", risulta una posizione poco democratica nel momento in cui non ci si riconosce in certi schemi proposti.
C'è gente che tutti i giorni fa valere le proprie idee, in qualsiasi modo civile e rispettoso, a volte viene ascoltata, a volte no, derisa, attaccata; persone con ideali diversi, contrapposti, che vanno avanti e difendono qualcosa in cui credono. La maggior parte della gente non sa nemmeno che esistono. Invece ci sono e lavorano per la propria idea. Altri, ad un certo punto stufi della dura attività di promozione di una nuova idea politica, si adeguano come "il ragionier Casoria" di Totò.
Roma inventò Pasquino, un personaggio perpetuo e immortale, cuore della libertà di pensiero, veicolo attraverso cui esprimere il popolo e le sue esigenze. E all'epoca era l'unico modo possibile per dire la propria.
Oggi nessuno impedisce a un cittadino di difendere un'idea, ovviamente lecita ed espressa con senso civico. E' una grande conquista che non deve mai, in nessuna ora della vita, essere data per scontata.
Se qualcosa non va, invece di blaterare, polemizzare nei bar, si deve avere il coraggio di agire: mettere su un partito, un movimento, un'associazione, e lottare civilmente, attraverso gli strumenti di comunicazione a disposizione, piazze, forum, incontri, internet, far conoscere le proprie idee, evitando di cadere nell'inganno del vittimismo espresso sempre con quell'unica e distruttiva frase che cela solo l'indolenza: "Non te lo fanno fare".
L'obiettivo è quello di esprimere un'idea e cercare gente che prova lo stesso disagio che l'ha generata.
Questa è Democrazia. Vale ogni giorno la pena difenderla per poter disegnare in uno spazio vuoto.



