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Home politica Legge di Stabilità: Nessuna sanatoria per le vecchie cartelle esattoriali di Equitalia.
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Legge di Stabilità: Nessuna sanatoria per le vecchie cartelle esattoriali di Equitalia.

Politica/

''La Legge di stabilita' presentata dal Governo fa molto poco per rimettere al centro l'industria e rilanciare lo sviluppo. Dal passaggio parlamentare puo' perfino uscire indebolita, come ha correttamente sottolineato anche la Commissione europea, in quello che dovrebbe essere uno dei capisaldi della politica economica per il Paese: taglio del cuneo fiscale a beneficio delle imprese manifatturiere, oltre che dei lavoratori''.Lo rileva il Centro Studi di Confindustria nella Congiuntura Flash.

Sottolinea che ''senza questa chiave di volta e' vano attendersi rapidi progressi nel ritmo di marcia del Pil e, quindi, nella creazione di occupazione, che peggiora piu' in fretta di quel che era temuto e che le statistiche provvisorie lasciavano intravedere. Chi ha imboccato con piu' decisione la dura strada delle riforme (Irlanda, Portogallo, Spagna) sta raccogliendo i primi frutti''.

Nessuna sanatoria per le vecchie cartelle esattoriali di Equitalia.

Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, il tema sara' affrontato con la delega fiscale. Il tema costituiva uno dei nodi da sciogliere e un elemento di divisione all'interno della maggioranza, tra Pd ed ex-Pdl (Forza Italia e Nuovo centro destra), alla ricerca di un accordo mai trovato. Un problema che sarebbe per il momento accantonato con la possibilita' di affrontare la 'rottamazione' delle cartelle di Equitalia con la delega fiscale, all'esame del Senato, attraverso, ad esempio, l'adeguamento delle nuove norme alle vecchie cartelle.

 

Fassino, su service tax mancano ancora 1,5 mld

'L'attuale meccanismo previsto per l'introduzione della Service tax, con un'aliquota massima al 2,5 per mille sulla prima casa e all'11,6 per mille sulla seconda, con un miliardo aggiuntivo da parte del governo, non consente di rispettare l'impegno di garantire ai Comuni, per il prossimo anno, lo stesso introito che si sarebbe ricavato da Imu e Tares nel 2013. Secondo i nostri calcoli mancano all'appello 1,5 miliardi di euro''. E' quanto il presidente dell'Anci, Piero Fassino, ha reso noto oggi al ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, nel corso di un incontro tra una delegazione dell'Anci e lo stesso ministro in via XX Settembre. ''Oltre al problema sulla service tax - spiega Fassino al termine dell'incontro - abbiamo esposto ulteriori questioni: innanzitutto l'erogazione dei mancati introiti della seconda rata Imu del 2013, che il governo deve mettere tempestivamente a disposizione dei Comuni, tenendo conto dell'adeguamento delle aliquote operato da diverse amministrazioni''. Riguardo il Patto di stabilita', i sindaci hanno poi ribadito la richiesta che ''non ci siano vincoli di destinazione sugli investimenti che ogni Comune, a seconda delle diverse esigenze, vorra' operare grazie all'allentamento di un miliardo sui vincoli. Abbiamo chiesto inoltre nuovamente - prosegue Fassino - che venga ridotto l'impatto di questi stessi vincoli sui piccoli Comuni, e che vengano abolite le sanzioni individuali a carico degli amministratori, non previste a titolo individuale per i rappresentanti degli altri livelli di governo''. I Comuni chiedono anche ''di rivedere i vincoli sull'accensione di nuovi mutui, che attualmente non consentono alla stragrande maggioranza dei Comuni di accedere al credito''. Infine i vincoli di bilancio previsti per le societa' partecipate: ''Concordiamo con l'obiettivo del governo di favorire e promuovere il riequilibrio finanziario di tutte le societa' pubbliche - ribadisce Fassino - ma l'attuale testo di legge rappresenta imporrebbe misure giuridicamente non praticabili e finanziariamente insostenibili'', conclude il presidente dell'Anci.

Romani (FI), governo si sottrae ancora a confronto

''Il governo si sottrae ancora una volta al confronto. Nonostante le nostre ripetute richieste, l'esecutivo non ha mantenuto l'impegno di affrontare insieme con la maggioranza i temi piu' delicati all'esame della legge di stabilita'. Sara' pertanto impossibile discutere con un approccio sistematico le proposte sulla casa, sul cuneo fiscale, sull'utilizzo del contante, sulle concessioni demaniali e sul pacchetto sicurezza. Si procedera' invece emendamento per emendamento, senza avere una visione d'insieme, e politicamente condivisa, sulla quale solo il governo avrebbe potuto fare sintesi''. Lo ha dichiarato Paolo Romani, vicepresidente dei senatori di Forza Italia-Popolo della Liberta'.

Ugl, stop fibrillazioni politiche, attenzione a Paese

Vorremmo riuscire a credere che da oggi in poi, con l'ultimo atto del 'caso Ligresti', si possano considerare concluse le fibrillazioni politiche e poter assistere e partecipare ad un confronto vero sulla Legge di Stabilita'''. Lo dichiara in una nota il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella, sottolineando che ''mentre i partiti si fronteggiano e si spaccano, il Paese reale sta combattendo quotidianamente con gravi problemi di natura sociale e economica. Basti pensare che al dramma della Terra dei fuochi si e' aggiunta la tragedia della Sardegna, mentre il Sud e' stato il grande assente nella Legge di stabilita' almeno fino a ieri, cioe' fino a quando il ministro Trigilia ha annunciato la presentazione di un emendamento che intende proteggere le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione''. ''Poiche' allo stato attuale - conclude Centrella - si conoscono solo alcuni punti della bozza di emendamento del Governo, vogliamo ricordare le attese del Paese reale, cioe' di lavoratori, pensionati e famiglie, nonche' di interi settori produttivi da cui dipende l'occupazione di milioni di persone''.

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