Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


 

Oggi firma protocollo Kaliningrad e ricorrenza di strage Cernobyl

Berlusconi afferma: in Francia "fanno la guerra per avere le centrali nucleari nei propri comuni perché portano lavoro".

Greenpeace: "Campagna di disinformazione sui rischi e i costi di questa pericolosa tecnologia".

 

 

26 aprile -Certamente è una strana coincidenza, ma proprio oggi, giorno in cui si commemora la tragedia del 26 aprile 1986 a Cernobyl, il nostro governo firma un protocollo per lo sviluppo di una nuova centrale nucleare con la Russia, Kaliningrad.

 Sono passati 24 anni dal giorno in cui si verificò il più grave incidente nucleare della storia, con una violenta esplosione che rilasciò in atmosfera cento volte la radioattività sprigionata dalle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. La nube radioattiva arrivò fino in Europa Centrale e in Italia. Per molto tempo si consigliò di evitare di mangiare verdure e frutta, talmente era alto il livello di allerta, ma poi tutto tornò alla calma.

Andrea Lepore, responsabile campagna nucleare di Greenpeace spiega: "la propaganda filo-nucleare continua a sottostimare gli effetti della tragedia di Cernobyl e il numero dei morti causati dall'incidente". Secondo Greenpeace, "la stima dei morti é di oltre duecentomila mentre la propaganda filo-nucleare parla di soli 65 morti, riferendosi a malapena al numero dei lavoratori e soccorritori morti in seguito all'esplosione".

L'organizzazione ricorda poi che nel 1987, l'anno dopo Cernobyl, oltre l'80% dei cittadini italiani ha votato contro il nucleare e che in seguito all'esito dei tre referendum proposti, tutte le centrali nucleari in Italia furono chiuse. "Il governo - conclude Lepore - intende imporre all'Italia il nucleare e si prepara a una campagna di disinformazione sui rischi e i costi di questa pericolosa tecnologia".

Intanto proprio oggi viene fatto sapere dal presidente del Consiglio che i lavori per la prima centrale nucleare in Italia "saranno iniziati entro tre anni": il ministro Scajola e' intenzionato a far partire i lavori entro questa legislatura.

Berlusconi ha spiegato come "non si possa rinunciare al nucleare, una volta l'Italia era all'avanguardia poi il referendum voluto dagli ecologisti estremi ha fatto chiudere le centrali. Oggi non è più possibile pensare di stare fuori dal nucleare". E subito dopo afferma:"Abbiamo fatto un accordo con i francesi che producono l'80% del loro fabbisogno con il nucleare."

Quello che sta preoccupando molto le differenti Regioni e gli abitanti, è la designazione del sito in cui sorgeranno queste centrali che comunque non fanno stare tranquilli. Il premier, però ha dichiarato: "Quanto al luogo delle centrali adesso nessuno vuole averle nel proprio comune e nella propria provincia, mentre il 54% è comunque favorevole al nucleare." Poi ha  aggiunto: "Dobbiamo lavorare per convincere le persone della sicurezza delle centrali, solo allora potremo parlare di luoghi e per questo ho anche attivato la tv pubblica perche raccolgano l'esperienza dei cittadini francesi". Infatti Berlusconi, racconta che in Francia "fanno la guerra per avere le centrali nucleari nei propri comuni perché portano lavoro".

L'accordo conclusosi quest'oggi mira, come riferiscono le fonti ufficiali, a rafforzare i rapporti tra il nostro Paese e la Russia, oltre ai patti presi.

E' encomiabile da parte della Russia donare 7,2 milioni di euro per L'Aquila ma perchè solo ora, dopo la firma di questo protocollo se la sua disponibiità era già stata data nell'incontro del g8, avvenuto nel capoluogo d'Abruzzo, nel luglio 2009?

E mentre Fini fa i suoi conticini per decidere di dare una svolta al suo futuro politico, tra nucleare, a fine anno un debito che il governo ha indicato pari al 116,9% del prodotto interno da pagare all'Europa, crisi (  i cui "effetti peggiori -il ministro Tremonti afferma oggi -sono stati solo temporanei per l'economia italiana"), disoccupazione, terremoto e federalismo, l'Italia e gli italiani  attendono di sapere se ci sarà un divorzio tra il presidente della camera e Pdl.

Tra Fini e Berlusconi continuano le frasi e frecciate, in questo momento particolamente difficile, come l'ultima di oggi del premier: "per litigare bisogna essere in due, ma per divorziare ne basta uno''.

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