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- Angela Curatolo
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Moscufo. Mediateca in visita al Museo del Treno di Montesilvano
Un allegro gruppo di ragazzi, dai 7 ai 10 anni, insieme alle accompagnatrici Pina e Annalisa, hanno visitato il Museo del treno, presso la stazione di Montesilvano dell'ACAF. Anche l'assessore Massimo Di Domenico ha colto l'occasione per una sbirciatina alle carrozze d'epoca.
I ragazzi di Moscufo hanno mostrato entusiasmo nel girare le carrozze museali e hanno apprezzato i due video, patrimonio della cineteca, commentati dal consulente storico del museo Renzo Gallerati.
Il primo sulla storia del trasporto ferroviario nostrano, Pescara, Montesivano, Moscufo, Penne e altre località. Un video emozionante che ha ripercorso le tappe del trenino elettrico, efficace trasporto inaugurato nei primi anni del '900. Una foto ricordo del territorio e del popolo, un "come eravamo".
Le comunicazioni e il treno in particolare hanno cambiato il modo di vivere di un territorio, la qualità di vita degli abitanti, dall'agevolazione degli spostamenti, l'incremento delle aree commerciali. La ferrovia fu un manna dal cielo che migliorò la vita di molti Comuni.

Disegni dei ragazzi della mediateca di Moscufo
I piccoli e, forse, anche molti adulti danno per scontato servizi di oggi, in passato la vita era molto più dura e senza tante possibilità. Il treno ha fornito l'occasione di viaggiare, comunicare e spostare le merci con molta più facilità.
Se a Dino Di Nicola si ascrive il merito della disponiblità nell'accoglienza dei visitatori e delle esigenti cure manutentive dei plastici acaf, oltre che della realizzazione dei due primi diorami in scala 1:87(plastici in scala non funzionanti) della stazioni ferroviarie della "Penne-Pescara" di Montesilvano Spiaggia e la Fermata di "Montesilvano Colle" (in epoca primi anni'60), all'ing. Antonello Lato, direttore del Museo del Treno di Montesilvano bisogna riconoscere l'ottima fedeltà riproduttiva di altre opere relative alla stessa relazione a scartamento ridotto tra il neonato capoluogo di provincia (sorto dalla fusione di Castellamare Adriatico e Pescara nel 1927) e l'antica "Pinna Vestinorum", la Città di Penne.

Sono sue le realizzazioni delle stazioni di "Pescara Porto", "Città di Penne", "Moscufo", di una Casa Cantoniera di linea "tipo" (tutte in epoca 1929), del cavalcavia ferroviario della FEA sul binario FS tra Pescara e Montesilvano, all'altezza della zona "Zanni" di Pescara (epoca 1934). Le sue prossime riproduzioni saranno, con ogni probabilità, le stazioni di "Pianella", "Cappelle sul Tavo", "Collecorvino" ed il parziale adeguamento in scala di "Montesilvano Spiaggia", incluse le Fermate di "Santa Filomena" e "Montesilvano Colli".

Antonello, da vero professionista, si è occupato anche della supervisione relativa alla ricostruzione, nella stessa scala, dell'elettromotrice (una "Carimnati & Toselli") che viaggiò sulla tratta interessata per 34 anni. Il modello è stato riprodotto e commercializzato dall'artigiano veneto Giorgio Donzello.
Tutti i diorami saranno inseriti (con foto artistica in bianco e nero) nel volume, in via di predisposizione, da pubblicare nel 50° della dismissione della stessa linea ferro-tramviaria (19 giugno 2013), profittando delle celebrazioni del 150° del tronco "Ancona-Pescara" della ferrovia adriatica (13 maggio 2013).
Gallerati, neo diplomato in musica, con una tesi sugli Inni, ha sottolineato l'enfasi, ai giovani avventori, delle armonie che accompagnavano gli eventi, riportati nei filmati d'epoca, invitandoli a osservare le diversità di un mondo così lontano e pur così vicino.

Nel documentario viene ricordata la scomparsa di un ferroviere pescarese nel 1944 durante un borbardamento alla galleria di Colletuccio, dove persero la vita molti passeggeri. "I ferrovieri durante la seconda guerra mondiale - ha sottolineato Gallerati - sono quelli che hanno pagato di più con la vita, i più esposti a episodi del genere, perchè sempre in viaggio". L'altro documentario più tecnico, ha tracciato i percorsi ferroviari storici e mappaturali del primo dopoguerra, raccontando la nascita delle Ferrovie dello Stato, un iter arrivato sino ai giorni nostri.

La merendina dei ragazzi nel vagone.
Vagoni, locomotive, alcune unico modello originale rimasto in Italia; in una i ragazzi hanno consumato la propria merendina, un'altra accoglie una sezione dedicata ai diorama della vecchia stazione di Montesilvano, Penne, Pescara, costruiti con alberi, piccole case, particolari, a cura dell'ingegnoso Berardo, per tutti Dino.



