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L'Aquila, incendio a Roio

L' Aquila

L'Aquila, ancora una volta sotto shock.

Dopo l'incendio della montagna di San Giuliano, il terremoto del 2009, l'alluvione causata dallo straripare dei fiumi aquilani, oggi dopo pranzo, si è alzata una nube di fumo proveniente dalla  montagna di Roio.


Un inquietante scenario nel cuore della città, la nuvola di fumo ha subito avvolto  la cima del  monte e l'odore di bruciato si è cominciato a sentire in ogni luogo.Il tam tam di telefonate ha dato la triste notizia ed alzando lo sguardo verso la montagna, che si riconosce perfettamente per via delle due lucette rosse sulla punta ( i ripetitori del segnale televisivo), ogni aquilano ha sentito un tumulto interiore perché un altro "luogo sacro" sta diventando cenere davanti ai nostri occhi.
Monteluco è il cuore verde della città; chi non è mai andato alla pineta per passare una domenica pomeriggio? I ricordi si affollano nella mente dall'infanzia all'adolescenza fino all'età avanzata;   le scampagnate , il fontanile, dove il più sfortunato ci andava a finire dentro. Le panchine di pietra , la gabbia del lupo, il percorso sportivo, il bar di Monteluco che di solito è sempre chiuso... ma accanto c'è il bar della pizzeria. La facoltà di Ingegneria, le curve , la via Mariana, che dalle 99 cannelle subito fuori le mura, porta al santuario della Madonnna di Roio.
Cosa rimarrà di tutto questo?
Mentre due elicotteri ed un aereo volano instancabilmente intorno all'incendio, gettando acqua per cercare di sopire le fiamme, mi chiedo in che modo il fuoco possa aver avuto inizio e come in così poco tempo possa essere cresciuto ai limiti dell'indomabile.
Invito gli aquilani a stringere i denti ancora una volta, a credere nel futuro, a pensare che Roio un giorno avrà dei pini  più alti, verdi e vigorosi di quanto non siano mai stati.
( Claudia Circi)

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