De Flaviis denuncia che l'urbanistica salta la commissione e va direttamente in consiglio. Rimangono in commissione Di Stefano, De Leonardis e Cilli. Insinua De Flaviis, "Perchè? Interessi personali?". Biferi lascia l'aula e dice: "hanno messo in atto un vero e proprio atto di furbizia politica". De MArtinis chiarisce: "Il problema è sempre stato la mancanza delle presenze, perciò Cozzi ha proposto di discutere direttamente in Consiglio la votazione". Biferi e De MArtinis, però, concordi solo su un punto: " Cilli è uscito durante la votazione, Di Stefano non può votare. Solo De Leonardis è rimasto". De Martinis aggiunge: "non lo ha fatto per motivi personali".
"Interessi personali prioritari in Commissione Urbanistica?" Questo il titolo di un comunicato stampa a firma di Mauro De Flaviis c
he denuncia un comportamento poco chiaro in commissione urbanistica sul quale abbiamo cercato di indagare, chiamando in causa alcuni protagonisti citati, per capire cosa stia succedendo.
LE tre veritaaaaà.
Nella nota De Flaviis scrive: "La presente a denunciare solo l’ultimo scempio di legalità che la Commissione Urbanistica del Comune di Montesilvano ha messo in atto lo scorso 17.12.10."
E narra l'episodio: " La Commissione stessa è stata convocata, con all’ordine del giorno la votazione delle osservazioni al Piano Spiaggia, in contemporanea al Consiglio Comunale, non svolto per mancanza di numero legale. Per questo motivo, a torto, la minoranza non ha ritenuto non prendere parte alla Commissione Urbanistica, la quale, pur non avendoli in ordine del giorno ha votato approvando, senza discutere e votare le singole osservazioni, le delibere riguardanti il PP2 e PP3."
E prosegue: "Il Presidente della Commissione Biferi, in disaccordo con l’andamento dei lavori, ha abbandonato l’aula ed è stato sostituito nel ruolo, non dal vice-Presidente Bratti assente, ma dal consigliere De Martinis, nePPure membro della commissione stessa."
Continua la nota: "Il numero legale in commissione è stato garantito dalla presenza dei consiglieri Di Stefano, De Leonardis e Cilli, forse direttamente interessati al provvedimento poiché ci risulterebbero in possesso di terreni nelle zone interessate dalle delibere e, se ciò corrispondesse al vero, non titolati a votare ma nePPure ad essere presenti in Commissione."
Co
nclude De Flaviis:"Non una, non due, ma tre illegalità in Commissione hanno garantito la approvazione e la trasmissione dei provvedimenti in aula." E pone alcune domande: " La domanda sorge spontanea: perché tanto interesse a velocizzare l’approvazione delle delibere? Perché la minoranza si è fatta imporre lo scacco? Senza voler entrare nel merito dei provvedimenti, che comportano l’incremento di cubatura nei PP2 e PP3, siamo certi che essi vadano approvati senza il contributo della minoranza? Non sono questi argomenti di portata generale degni di essere discussi ed eviscerati fin nei minimi dettagli? Gli interessi della comunità tutta sono garantiti o gli interessi di alcuni sono prioritari?"
Sia BIferi che De MArtinis sono concordi su un unico e solo punto: Di Stefano non avrebbe mai potuto votare "perchè è stato estromesso, dopo esser uscito dal PD", quindi è improbabile ciò che è stato detto. "Cilli, durante la votazione del PP2 è uscito, proprio perchè incompatibile". De Leonardis (foto a sinistra) è rimasto. Non è chiaro se la sua presenza fosse incompatibile ma De MArtinis dichiara: "sicuramente, se è rimasto non lo ha proprio fatto per motivi personali. Lo conosciamo tutti, è una brava persona."
Oscaro BIferi, presidente della commissione urbanistica ha dichiarato al nostro giornale: "Quanto affermato da Mauro de Flaviis, in parte, corrisponde a verità." E narra come sono andati i fatti: "Nella Commissione Urbanistica del 17 dicembre 2010, da me convocata per la disamina analitica delle osservazioni al PDMC, piano demaniale marittimo comunale, c’è stata una vera e propria azione di disonestà politica da parte dei membri di maggioranza della commissione stessa."
"Su proposta del sottoscritto, - conferma Biferi le circostanze raccontate da De Flaviis- membri della Commissione Urbanistica si sono dati una modalità di lavoro per l’attenta disamina, con relativa votazione, delle singole osservazioni pervenute al piano demaniale marittimo comunale e dopo ben otto commissioni ad hoc , convocate con lo stesso ordine del giorno, ho assistito a quello che Mauro De Flaviis ha definito “uno scempio di legalità”.
BIferi indugia: "Un vero è proprio scempio c’è stato perché i consiglieri di maggioranza, dopo aver lucrato ben otto gettoni di presenza per esaminare le singole osservazioni e dopo averne discusso oltre la metà, grazie anche alla puntuale esposizione del tecnico comunale, ing. Gianfranco Niccolò, hanno messo in atto un vero e proprio atto di furbizia politica, - afferma Biferi senza peli sulla lingua -smentendo le proprie decisioni precedentemente prese e derogando, così, a quelli che sono i poteri di una commissione consiliare: discutere e votare i punti all’ordine del giorno da presentare in Consiglio Comunale."
Sottolinea, il consigliere del gruppo misto: "Considerato che la legge prevede che siano i commissari stessi ad esprimere un parere anche nel merito di quelli che sono i punti all’odg da portare in Consiglio, dichiarandosi semplicemente favorevoli alla discussione in Consiglio senza entrare nel merito degli stessi hanno compiuto un’azione di malgoverno senza esprimere un parere positivo o negativo sugli stessi."
BIferi, in fine, scioglie alcuni dubbi di questo episodio: "Per non avallare tali scelte, considerato che, entro Natale,
avremmo concluso il nostro lavoro e, soprattutto, per non smentire le decisioni precedentemente prese circa la modalità di lavoro da seguire e, principalmente, per rispetto di quei cittadini di Montesilvano che, con le proprie tasse, ci hanno pagato il gettone di presenza per il lavoro svolto, ho preferito non continuare a presiedere la commissione urbanistica del 17 dicembre 2010 lasciando l’aula."
"Di seguito, in assenza anche del vice-presidente, - informa BIferi - la maggioranza ha preferito far presiedere, in qualità di Consigliere anziano, un commissario che non è nemmeno parte della Commissione stessa.
Conclude il presidente Urbanistica: "Naturalmente a questo modo di fare ho preferito non prestarmi visto che ancora oggi i punti approvati, con tanta fretta per la discussione in Consiglio Comunale, non vi sono ancora stati portati malgrado si siano già tenuti altri consigli comunali."
Ottavio De MArtinis, che ha presieduto quella riunione, chiarisce le ragioni del lavoro al galoppo della Commisione urbanistica.
"8 sedute in Commissione per le osservazioni Sul Piano spiaggia, - dice De martinis, dal canto suo -stiamo cercando di andare spediti perchè i balneatori attendono per questa estate, devono lavorare".
Il delegato alle politiche della casa popolare e sport racconta: "La seduta di cui si parla doveva discutere le osservazioni sul Piano Spiaggia. Erano presenti, Chiulli, Di Pasquale, Sindaco Cordoma, ing. NIccolò, il dirigente che aveva emesso i rispettivi pareri, tutti negativi tra l'altro. Erano, inoltre, presenti Cozzi, il presidente all'urbanistica Biferi e altri che non ricordo. - De MArtinis prosegue -Il problema è sempre stato la mancanza delle presenze, perciò Cozzi ha proposto di discutere direttamente in Consiglio la votazione, perchè così eravamo presenti un pò tutti.Non è possibile che un Piano Spiaggia non vada avanti perchè mancano le persone".
Il consigliere PDL continua: "L'opposizione ha detto 'NO' e ha deciso di andare via. Chiulli, BIferi, il presidente e Di Pasquale sono usciti."
E poi ammette le circostanze confermate da BIferi: "E' vero io, Ottavio De Martinis ho presieduto la seduta, in quanto consigliere anziano, perchè non c'era il vice presidente. Non vedo dove sia il problema. Si doveva votare sul PP2 e PP3. Abbiamo ritenuto farlo per non procrastinare i tempi".
"Comunque sia la vera votazione sarà fatta in consiglio. - Precisa De Martinis -Le commissioni non sono definitive ma propedeutiche al consiglio, che è sovrano. Lo sanno tutti. Noi vogliamo solo lavorare e non mandare per le lunghe le cose. Quando si lavora qualcuno ha da ridire, quando non si lavora è lo stesso. Francamente mi deludono queste argomentazioni. Sembra che qualsiasi cosa si faccia è sempre sbagliata."
E poi invita: "Se c'è qualcosa che non convince invito a proporre denuncia presso le autorità competenti, invece di fare comunicati stampa".