Attualità
Divina
di Lino Manocchia
Nel cinquantesimo anniversario della morte
New York– Esattamente cinquant’anni or sono, in un afoso mattino del 5 agosto 1962, si spezzava la vita di Norma Jean Mortinsen, nella sua residenza californiana, causa abuso di psicofarmaci.
Cosa resta di quella vita tanto triste quanto esaltante, di quella vita dell’impareggiabile icona che porta il nome di Marilyn Monroe?
Rimangono tante cose: bellezza, sex appeal, carisma sullo schermo e fuori di Hollywood, impareggiabile luminosita’, vera essenza della sessualita’ nello schermo.
La bionda fanciulla dalla vita travagliata, che fece impazzire altrettante dive dello spettacolo, personificava il glamour di Hollywood.
Si apprende che tra le numerose iniziative nella ricorrenza del cinquantenario della sua morte, figura anche quella di mettere all’asta, nel prossimo mese di settembre, a Varsavia, anche oltre quattro mila foto, alcune inedite. Dulcis in fundo apparira’ anche il libro dal titolo ”Marilyn Monroe, My little secret “ dello scrittore Tony Jerrys. Il contenuto del
“racconto” ha sapore scandalistico poichè coinvolge Marilyn in una presunta relazione omosex con una ragazza minorenne.
E’ un fatto compiuto il suo rapporto col fascino erotico che ha sempre sprigionato: “Il sex simbol, ammetteva la bionda Americana, finisce sempre per diventare un oggetto.E io odio essere un oggetto”
La realta’ pero’ conferma che non vi e’ un uomo che non abbia visto, almeno una volta, Norma Jean, con la madre rinchiusa in un istituto mentale, mentre trascorreva parte degli anni giovanili tra un orfanotrofio e “casa di parenti,” che ne abusarono.
Son trascorsi 50 anni da quando Marilyn lottava contro le avversita’ della vita. Tra i suoi commenti di vita vissuta, spesso soleva ripetere ”Vorrei essere felice, ma chi mai e’ felice?” Per non parlare della deludente attitudine dei due suoi mariti, Joe Di Maggio e Artur Miller, pur essendo l’attrice abile nel manipolare l’altro sesso.
Sempre sorridente anche quando era necessaria la serieta’. Noi la ricorderemo vivace, ciarliera, capace di tenere a bada giovani cronisti che da lei avrebbero voluto conoscere l’ignoto.
Amava la “Pisa”, la nostra pizza “che avrebbe digerito a qualunque momento della giornata. Mi piacerebbe poterla preparare, buona pero’ come quella italiana” confesso’, tra una risata ed un attimo di riflessione.
Al nostro Console italiano Marilyn firmo’ una frase che voleva essere un ringraziamento ed uno stimolo a far imparare l’arte culinaria.
Ma l’allora giovane rappresentante politico non ebbe lo stimolo di proporre il cavalierato alla icona dell’arte, alla diva senza tempo.
Nonostante siano passati cinquant’anni dal suo trapasso, Marilyn Monroe rimane una icona di sensualita’ e bellezza. Imitata, omaggiata ed osannata, non pareggiata.
Cinquant’anni, una vita incapace tuttavia a cancellare la figura, l’alone, la bellezza di una donna invidiata, amata, ricordata da una argentea lapide nel cimitero dei Westwood Park che il marito Miller fece incidere con la scritta ”Qui giace Marilyn Monroe che tanto amo’ la vita,” ma che il secondo marito Joe Di Maggio converti’ con il semplice nome di Marilyn Monroe, che porto’ con se’ la sua innocente, innata sensualità, fascinosa, personificando il glamour di Hollywood dall’impareggiabile luminosita’, vera essenza nella sessualità dello schermo.



