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Abruzzo regionali: Vince il centro destra, Presidente Marsilio. Pd: "strada intrapresa giusta"

 Pd: "strada intrapresa giusta". M5s Pettinari, "battaglia sleale"

 

Marco Marsilio, senatore di Fratelli d'Italia, è il nuovo presidente della Regione Abruzzo, eletto con 299.949 voti, pari a una percentuale del 48,03%, in base allo scrutinio di tutte le 1633 sezioni presidente. Segue Giovanni Legnini, centrosinistra, al 31,28%, poi Sara Marcozzi (M5S) con il 20,20%; il candidato di Casapound Stefano Flajani ha totalizzato lo 0,47% dei voti.

I dati definitivi del Consiglio regionale, che prevede elezione con il sistema proporzionale sono: Lega voti 165.008 pari al 27,53%, elegge 10 consiglieri regionali; Movimento Cinque stelle voti 118.287 pari 19,73%, elegge 7 consiglieri regionali; Partito democratico voti 66.769 pari al 11,14%, elegge 3 consiglieri regionali; Forza Italia voti 54.223 pari al 9,04%, elegge 3 consiglieri regionali; Fratelli d'Italia voti 38.894 pari al 6,48%, elegge 2 consiglieri regionali; Legnini presidente voti 33.277 pari al 5,55%, elegge un consigliere regionale; Abruzzo in comune - Regione facile voti 23.168 pari al 3,86%, elegge un consigliere regionale; Azione politica voti 19.446 pari al 3,24%, elegge un consigliere regionale; Unione di centro - Democrazia cristiana - Idea voti 17.308 pari al 2,88, elegge un consigliere regionale. Non eleggono alcun consigliere i Progressisti Liberi e Uguali voti 16.055 (2,77%), Centro democratico - +Abruzzo voti 14.198 (2,36%), Centristi x l'Europa voti 7.938 (1,32%), Avanti Abruzzo - Italia dei valori voti 5.611 (0,93%), Casapound voti 2.560 (o,46%).

Il Pd, terzo partito in Abruzzo, perde oltre il 14% di consensi rispetto alle regionali del 2014, quando aveva ottenuto 25,51% delle preferenze: il risultato odierno è al 11,15% con una perdita di oltre 105 mila voti. Anche Fi perde consenso rispetto alle ultime regionali, passando dal 16,75% del 2014 al 9,1%, perdendo oltre 58 mila voti. Il M5S perde oltre un punto di percentuale passando dal 20,99 del 2014 al 19,70%, con 23 mila voti in meno. FdI è il quinto partito in regione che raddoppia i suoi voti, passando dal 2,95% (si presentava con Alleanza Nazionale nel 2014) al 6,50%, con 38.813 preferenze. La Lega, primo partito in Abruzzo con il 27,52% nel 2014 non si era presentata alle regionali; alle politiche del 2018 aveva preso il 13,80% alla Camera e il 13,93% al Senato.

I risultati per l'elezione del Presidente della Giunta regionale verranno ufficializzati dalla Corte d'appello con il provvedimento di proclamazione; i Consiglieri regionali verranno proclamati con provvedimenti delle singole commissione elettorali provinciali.

 

 

Forza Italia, "numeri esaltanti e condivisione programma"

"La vittoria del centrodestra non è solo una questione di numeri, peraltro esaltanti, ma soprattutto di idee e di condivisione di programmi. Il risultato colto alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale e la strepitosa affermazione del nostro candidato presidente Marco Marsilio sono l’ennesima conferma che il centrodestra, quando si presenta compatto, rispecchia appieno i desideri, le aspettative e le garanzie di buon governo, frutto dell’impegno, dell’esperienza e delle capacità delle candidate e dei candidati. Così il sen. Nazario Pagano.

Forza Italia "ha fornito un significativo contributo al successo della coalizione, impegnandosi ancora una volta per il conseguimento del risultato anche al prezzo di un passo indietro nella scelta del candidato presidente, in sintonia con Udc – Democrazia Cristiana - Idea, espressione dei due parlamentari Gianfranco Rotondi e Gaetano Quagliariello appartenenti ai gruppi di FI di Camera e Senato. L’area moderata, nel suo complesso, è risultata decisiva e comunque molto competitiva, confermando che essa è un imprescindibile punto di riferimento per coloro che credono seriamente in un rilancio dell’Abruzzo dopo la parentesi negativa del centrosinistra".

Azione Politica importante per la vittoria del centrodestra

Zelli: “Il nostro progetto civico premiato dagli abruzzesi”

L’Aquila, 11 febbraio 2019 - “Per Azione Politica è un progetto che si rinnova con slancio. Contribuire, grazie all’impegno civico, alla vittoria della coalizione di centrodestra conferma che la strada era quella giusta, che i nostri candidati hanno lavorato bene, che il programma di Azione Politica è stato condiviso”. Così Gianluca Zelli, coordinatore di AzP, a margine della conferenza stampa che si è tenuta stamani a Palazzo Silone all’Aquila, con i componenti della coalizione di centrodestra che ha portato all’elezione di Marco Marsilio alla presidenza della Regione Abruzzo.

“La squadra di Azione Politica, che ha ottenuto il 3.34% con 19446 voti, si è distinta sul territorio riportando risultati che raccontano la storia di un anno di vita straordinario. I miei complimenti vanno a tutti i candidati, a Roberto Santangelo che, eletto nel collegio dell’Aquila, sarà il nostro consigliere. Ancora - ha proseguito Zelli - ai colleghi di coalizione con cui abbiamo condiviso la sfida. E, soprattutto, a Marco Marsilio, il nostro presidente, quello che ha liberato l’Abruzzo e in cui confidiamo perché gli restituisca dignità e forza”.

Pd, "strada giusta"

“Abbiamo sempre saputo che sarebbe stata una battaglia durissima, una battaglia in cui avremmo dovuto fare i conti con il trend nazionale, ma il risultato ottenuto in queste regionali dal centrosinistra e dallo stesso Partito Democratico ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta”. Con queste parole Renzo Di Sabatino interviene per commentare il risultato delle elezioni regionali abruzzesi.

“La coalizione guidata da Giovanni Legnini – continua Di Sabatino -, a cui va tutto il nostro grazie per essersi tanto speso in prima persona, insieme, ovviamente, a tutti i candidati, gli amministratori e gli attivisti, ha superato il 30 per cento, una percentuale molto alto rispetto a quello del centrosinistra nel panorama italiano. Legnini è riuscito a promuovere un progetto politico nuovo, di cui noi siamo stati parte propositiva, che ha visto l’adesione di forze liberali, progressiste e civiche, che sono riuscite a superare le divisioni che in passato ci hanno lacerato e a costruire un vero laboratorio di centrosinistra. Un laboratorio abruzzese, ma che sono certo avrà risvolti anche nazionali. Il Pd, che è stato orgogliosamente presente con il suo simbolo in queste elezioni, si è aperto e questo ci ha premiato. Non sono un amante dei numeri, ma spesso questi ci aiutano a leggere la realtà e, quindi, non posso non evidenziare come, rispetto alle politiche del 4 marzo, abbiamo saputo recuperare consensi. Il Pd alle politiche del 2018 prese poco meno del 14 per cento, mentre la coalizione di centrosinistra il 20. Ieri la coalizione si è attestata intorno al 31 per cento, mentre il Pd, inteso come lista e come tanti dirigenti e gli iscritti che si sono voluti spendere in prima persona candidandosi all’interno delle liste civiche, è andato molto sopra del dato delle politiche. Ciò, nonostante a competizione con tante altre liste civiche.

Questo ci dimostra che la via intrapresa è quella giusta e che dobbiamo, nei prossimi mesi, lavorare in questa direzione, per non disperdere i frutti di questo nuovo progetto che, comunque, è stato premiato dagli elettori. Per quanto riguarda noi, invece, è evidente che il Pd va ricostruito e per farlo dobbiamo tornare ad essere un partito davvero popolare, rinnovato nei metodi e nelle persone, dando spazio ai nostri sindaci e ai nostri amministratori negli organi del partito”.

M5S, Pettinari: "battaglia sleale"

"Ancora una volta abbiamo dovuto combattere una battaglia in modo sleale con 250 candidati da una parte e 29 dall'altra''. Lo dice il consigliere regionale uscente Domenico Pettinari che è stato il più votato in assoluto in Abruzzo con 9563 preferenze. ''Crediamo che correre con tante liste in una coalizione serva solo a confondere gli elettori che con il M5S sanno chi votare. Detto questo - ha proseguito Pettinari - sono soddisfatto a livello personale per un risultato straordinario, e dico anche che come M5S abbiamo mantenuto il treno delle precedenti regionali. Rispettiamo il voto. Gli abruzzesi hanno detto che dovremo essere ancora all'opposizione e noi così faremo, con una opposizione dura e leale, senza fare sconti a nessuno. Saremo le sentinelle del pubblico denaro".

Ultima modifica il Lunedì, 11 Febbraio 2019 19:53
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