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Fronte Sovranista Italiano parteciperà ala elezioni 2019 in Abruzzo

presentati tre documenti politici su impresa, professioni, ricerca nel Teatro Greco di Roma, circa 300 soci da tutte le regioni italiane, per la 2ª Assemblea nazionale domenica 24 settembre.

 

Il Fronte Sovranista Italiano, nato come progetto politico il 5 giugno 2016 dal lavoro dell’ ARS (Associazione Riconquistare la Sovranità).“Pone le sue radici nel recupero sostanziale della sovranità popolare sancita dalla Costituzione e sospesa dai Trattati europei.” La comunicazione della partecipazione alle prossime elezioni regionali, a partire da quelle abruzzesi del 2019. L'avezzanese Presidente Stefano D’Andrea annuncia “siamo pronti a presentarci nelle cinque elezioni regionali del 2019. A quel punto tutti gli italiani scopriranno che esiste un nuovo partito nazionale".

Tre importanti documenti politici, il primo sull’impresa pubblica, Andrea Franceschelli, esprime la necessità di un ritorno al dirigismo economico dello Stato attraverso nazionalizzazioni di settori strategici e il ripristino delle imprese pubbliche sul modello dell'IRI.

Il secondo sulle professioni, del segretario nazionale Lorenzo D’Onofrio, avvocato e anche lui pescarese: "E' un documento programmatico che, seppur dedicato all'avvocatura, parla a tutte le professioni intellettuali, costrette dall'Unione europea a ‘modernizzarsi’ seguendo un modello, quello statunitense dei grandi studi-imprese, vecchio di almeno 30 anni. Vuole essere allo stesso tempo un'accusa al concetto ideologico di concorrenza, che i nostri Costituenti hanno rifiutato ritenendolo fonte di enormi costi sociali, e un appello all'unità di tutti i lavoratori  - autonomi e subordinati - che noi del FSI invitiamo a respingere la trappola del divide et impera, con la quale vengono inventati conflitti fra generazioni o categorie. ".

Il terzo realizzato dai soci Federico Monegaglia, Massimiliano Sist e Davide Visigalli sul tema della ricerca scientifica. Il documento presenta una analisi critica del criterio di finanziamento alla ricerca elaborato dall’Unione europea, basato su un sistema di bandi competitivi responsabili dell’incremento della precarizzazione in ambito accademico. Queste azioni sono causa di una importante perdita di risorse sia intellettuali che economiche per l’Italia e per i Paesi più poveri dell’UE, risorse che vengono sistematicamente dirottate verso i Paesi più ricchi. Alla ripresa pomeridiana, l’intervento del giurista Marco Mori (ex “Riscossa Italia”) e di Mario Volpi di MMT (Modern Money Theory) Umbria, che dopo una sintesi delle proprie recenti esperienze sul territorio si sono detti interessati al progetto FSI e disponibili a fornire il proprio contributo, riconoscendo il valore fondamentale delle tesi sovraniste volte a creare una proposta politica seria, preparata, competente.

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