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“Archeologia a Corfinio” - dove nacque l'Italia

Cultura/archeologia

L’antica Corfinio, il luogo dove “nacque l’Italia”, sarà di nuovo oggetto di una intensa e articolata campagna di indagini archeologiche e geofisiche dal 1° settembre al 20 ottobre prossimi.

 

 

Si tratta di un programma di ricerche, studi e scavi nato dalla collaborazione fra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo MIBACT-Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, il Dipartimento DiSPUTer dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara ed il Comune di Corfinio. I responsabili del progetto generale sono la prof. Maria Carla Somma, professore di archeologia medievale all’UdA, e la dr. Cinzia Cavallari, Funzionario Archeologo della SBAA.

Il progetto coinvolge numerosi docenti, tecnici e specialisti delle due istituzioni, con l’utilizzo di tecnologie e metodi d’avanguardia in cui si coniugano l’indagine archeologica e la ricerca geofisica che consente di “vedere” senza scavare e quindi di incidere nel terreno con sondaggi mirati e limitati. Alle ricerche parteciperanno inoltre una trentina di studenti sia dell’ateneo chietino che provenienti da altre università italiane ed estere, attratti dalla possibilità di fare un’esperienza veramente completa di archeologia globale, dalle indagini preliminari alla ricerca d’archivio, allo scavo vero e proprio e allo studio dei materiali integrato da indagini antropologiche sui resti umani delle necropoli ed archeometriche sui manufatti, per comprenderne materiali e tecniche di realizzazione. Gli scavi saranno aperti al pubblico; saranno inoltre organizzati incontri con la comunità locale, le scuole e gli appassionati per illustrare obiettivi, metodi e risultati di questa campagna 2014, la prima di un progetto complesso e pluriennale che prevede anche il recupero e riesame dei materiali archeologici rinvenuti negli scavi passati e il potenziamento del settore espositivo del museo sulla base dei nuovi studi.

Le aree interessate dalle indagini di quest’anno sono tre: quella della magnifica cattedrale di San Pelino, in collaborazione con la Curia Vescovile, con l’obiettivo di completare le indagini pluriennali che la cattedra di archeologia medievale dell’ateneo chietino conduce nell’area intorno all’edificio romanico, occupata da necropoli tardoantiche e aree produttive di età romana. Questa parte del programma sarà diretto dai prof. Somma e La Salvia.

La vasta area adiacente, nota nell’erudizione locale come “foro di Cesare” o Campus, sarà invece oggetto di una campagna di indagini multidisciplinari, ad opera dei geologi e archeologi del DISPUTer, con lo scopo di chiarire la natura della vastissima area cintata da un bel muro romano. L’area era stata indagata dal De Nino restituendo, lungo il margine settentrionale, un edificio dotato di diversi ambienti che fu interpretato come terme; negli anni ‘90 una serie di sondaggi della Soprintendenza, a cura di Campanelli e Finarelli, aveva cercato di accertare la presenza di altre strutture nell’area, che potrebbe essere un “campus”, vasto spazio aperto utilizzato per l’addestramento militare della gioventù, come il celebre Campo Marzio a Roma. Questo secondo segmento del progetto è diretto dalla prof. Santoro, ordinario di archeologia classica dell’Ateneo chietino.

Un terzo segmento riguarda l’area di S. Ippolito, sede del santuario pagano, dove tuttavia diversi indizi fanno ipotizzare la presenza di un luogo di culto paleocristiano; le indagini in questo sito saranno dirette dalla prof. Somma e dalla dr. Antonelli. Ci si attendono dunque novità consistenti riguardo questa antichissima e gloriosa città italica, romana e medievale.

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