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Un nuovo tassello nell’evoluzione dell’uomo

PRIMAPRESS) JOHANNESBURG – L’equipe di scienziati diretti dal professor Lee Berger dell’Università di Witwatersrand a Johannesburg ha rinvenuto nella grotta Malapa Sterkfontein, regione del Sudafrica, i resti di uno scheletro probabilmente appartenente ad un bambino sud africano. La particolarità è che si tratta, affermano gli esperti, di un ominide vissuto circa 2 milioni di anni fa.

 

Una scoperta sensazionale che potrebbe far luce sul misterioso percorso evolutivo dell’uomo. Sembrerebbe infatti che il bimbo sia un esemplare di un essere collocabile a metà strada tra la scimmia australopiteco e il primo ominide, l’homo habilis, vissuto circa 2,5 milioni di anni fa.

Secondo il parere di Simon Underdown, esperto di evoluzione della Oxford Brookes University, “questa scoperta può davvero aumentare la nostra comprensione dei nostri primi antenati”. “Un conto è trovare una mascella con un paio di denti, un altro trovare una mascella attaccata a un teschio, e tutti e due attaccati a una colonna vertebrale, un bacino e delle ossa pelviche”. Con queste parole gli esperti hanno commentato lo straordinario ritrovamento. La tipologia dei resti rinvenuti indica che l’ominide era in grado di camminare sugli arti inferiori, mentre con quelli superiori poteva maneggiare oggetti diversi, da un frutto ad una potenziale arma di difesa e caccia. Ancora non è stato dato un nome all’essere, ma giovedì sarà possibile vederlo per la prima volta.

 

 

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