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Avellino Pescara 2-2, un punto di ripartenza.

Di Massimo Sanvitale

Finisce con un pareggio per 2 a 2 la sfida salvezza del Pescara al Partenio di Avellino, al termine di una partita decisa dagli episodi ma dove, forse, i biancazzurri avrebbero meritato di più. La giornata rimarrà nella memoria per un magnifico gol di Gaston Brugman da prima della metà campo, a conferma della straordinaria qualità portata dal regista uruguagio.

 

 

Le formazioni sono quelle annunciate, con mister Epifani che sembra aver deciso di proseguire la propria strada con il 3-5-2. Al minuto 5’, Walter Novellino è costretto a sostituire Bidaoui per infortunio, privando la squadra dell’elemento di maggior talento. Gli irpini ne risentiranno, non riuscendo a manovrare con fluidità. Poco dopo, Mancuso colpisce il palo con un colpo di testa. L’attaccante ex Samb giocherà una buona partita, dimostrando di trovarsi più a suo agio da seconda punta, vicino alla porta avversaria. Al minuto 12’, il Pescara trova il vantaggio: Lezzerini deve uscire dall’area per anticipare Mancuso, il pallone arriva tra i piedi di Brugman il quale stoppa e calcia dai 60 metri, infilando la sfera sotto la traversa. Kresic cerca il pareggio di testa al 19’, ottimo intervento di Fiorillo. Al 34’, Balzano calcia da fuori con violenza, Lezzerini vola e devia in angolo.

 

Nel secondo tempo, Novellino sostituisce Migliorini con Castaldo. Al 49’ ci prova Valzania, pallone a lato. Al 54’ è ancora protagonista Fiorillo, il quale para un velenoso tiro di Ardemagni. Poco dopo, Mancuso tenta un destro a giro che esce di poco. Al 58’, l’arbitro concede un calcio di rigore all’Avellino punendo un – dubbio – tocco di gomito di Perrotta. Castaldo trasforma e pareggia per i suoi. Al 73’ il Pescara si porta di nuovo in vantaggio con Mancuso, servito da Valzania autore di un’ottima percussione centrale. Mister Epifani decide di sostituire Pettinari per dare spazio a Carraro. La mossa si rivela un errore, avendo come conseguenza un letale abbassamento di baricentro dei biancazzurri. Al minuto 87’, infatti, Di Tacchio colpisce colpevolmente solo dal limite dell’area, trafiggendo Fiorillo. Negli ultimi minuti il portiere è ancora decisivo su Ngawa. Castaldo, in pieno recupero, recrimina per un rigore non concesso, decisione sulla quale rimangono fondati dubbi.

 

Sebbene le occasioni giustifichino un pareggio, il Pescara ha espresso un calcio migliore. Il 3-5-2 è un modulo che sembra adatto alla squadra. Con il rientro di Campagnaro e Bovo, peraltro, si potrà garantire maggior solidità difensiva. Così Epifani ai microfoni: “Soddisfatto della prestazione che dà seguito alla prova di martedì col Carpi. Abbiamo lottato. Peccato per l’occasione fallita da Valzania. Saremmo andati sul 2 a 0. Il 3-5-2 ci dà compattezza, esalta i singoli. Abbiamo giocato anche con qualità”.

 

È un punto di ripartenza, capace di dare una dimensione e dunque uno scopo, persino una sicurezza. La strada è ancora lunga, tuttavia se la squadra riuscirà a trovare le sue qualità, la salvezza sarà alla portata.

 

Tabellino:

Avellino (4-4-1-1): Lezzerini; Ngawa, Kresic, Migliorini (46' Castaldo), Rizzato; Laverone, Di Tacchio, D'Angelo, Bidaoui (6' Cabezas, 76' Vajushi); Gavazzi; Ardemagni. All. Novellino

Pescara (3-5-2): Fiorillo; Fornasier, Coda, Perrotta; Balzano, Coulibaly, Brugman, Valzania, Crescenzi; Mancuso (87' Bunino), Pettinari (76' Carraro). All. Epifani

Reti: 13' Brugman (P), 59'  rig. Castaldo (A), 73' Mancuso (P), 86' Di Tacchio (A)

Ammoniti: 45' Mancuso (P), 52' Coulibaly (P), 59' Perrotta (P), 93' Castaldo (A)

Ultima modifica il Lunedì, 19 Marzo 2018 15:28
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