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Brexit, quali sono gli scenari prima della dead line del 31 ottobre?

Un tema, più di altri, rischia di infiammare i mercati finanziari nel mese di ottobre: la Brexit. Dopo svariati tentativi andati a vuoto, la Gran Bretagna si avvicina all'ennesimo giorno fatidico, quello in cui dovrebbe, condizionale più che mai d'obbligo, uscire dall'Unione Europea.

 

Una storia, ormai, che si trascina da oltre tre anni. Era il 25 giugno 2016 quando gli abitanti del regno di Sua Maestà, col 51,90% di pareri favorevoli, chiedevano di uscire dalla Unione Europea, creando non pochi sussulti in ambito finanziario. D'altro canto, il peso specifico della Gran Bretagna all'interno della UE, nonostante non abbia adottato la moneta unica preferendo mantenere la propria sovranità monetaria, è decisamente importante per gli equilibri del Vecchio Continente. E impatta considerevolmente, di conseguenza, sull'andamento dei mercati europei.

Brexit: si arriverà ad un accordo entro il 31 ottobre?

Una decisione che, originariamente, sembrava dovesse portare ad un'uscita morbida nel marzo del 2019, dopo oltre due anni di negoziati che avrebbero portato ad un accordo (deal) con Bruxelles. La realtà, però, è stata tutt'altra: il parlamento, infatti, ha votato contro l'accordo trovato da Theresa May ed ha rigettato tutto, nuovamente, al 31 ottobre 2019, costringendo l'allora primo ministro a dimettersi dal proprio incarico. Spetta quindi a Boris Johnson, neo-premier britannico, mandare in porto la celeberrima uscita dell'UE. L'esito, nonostante la scadenza ormai prossima, è tutt'altro che scontato, soprattutto dopo la recente pronuncia della Corte Suprema che ha ulteriormente infiammato il clima. E che costringerà Johnson, probabilmente, ad una dura battaglia alla Camera dei Lord, sperando di assistere a scene più decorose rispetto a quelle dello scorso marzo.

Una seria minaccia al premier conservatore arriverebbe direttamente da Corbyn, leader del partito laburista, che potrebbe chiedere la sfiducia del governo e, conseguentemente, bloccare nuovamente la Brexit. Uno scenario molto temuto dal Primo Ministro britannico, che, come avvenuto ai suoi predecessori, potrebbe trovarsi costretto a rassegnare il proprio mandato qualora il confronto parlamentare si dovesse ulteriormente infiammare, bloccando il regolare decorso della Brexit.

Ipotesi, quest'ultima, che porterebbe probabilmente ad elezioni anticipate, nelle quali Corbyn punterebbe ad ottenere la maggioranza dei consensi per poter rinegoziare la Brexit in toni decisamente più morbidi rispetto al premier in carica. Al ricorso anticipato alle urne, si contrappone un'altra suggestione: un nuovo referendum. A distanza di quattro anni, i cittadini britannici sarebbero chiamati, nuovamente, ad esprimere la propria opinione. E non è scontato, dato anche il caos creatosi in questi anni, che la maggioranza di essi sia ancora favorevole alla Brexit.

Brexit, non solo rischi: quali sono le opportunità?

In molti, però, sospettano che Johnson stia giocando d'astuzia, dilatando i tempi di lavoro parlamentari per evitare l'accordo entro il 31 ottobre. Uno scenario particolarmente gradito al premier conservatore, che rinsalderebbe la propria posizione e potrebbe adottare una politica ulteriormente aggressiva nei confronti di Bruxelles, contando, in tal senso, anche sull'appoggio di Donald Trump. Il presidente americano, infatti, ha già dichiarato, pubblicamente, di voler sostenere lo storico alleato inglese qualora si dovesse arrivare ad un no-deal.

Un accordo fra UK e UE, ad oggi, risulta quindi particolarmente complicato: nonostante le dichiarazioni di Johnson, che si è dichiarato ben disposto a dialogare con Bruxelles, i membri della Commissione Europea restano scettici sulle reali intenzioni del Primo Ministro. Gli ostacoli da superare, infatti, sono molteplici. E spaziano dalla richiesta alla Gran Bretagna di togliere i controlli alle frontiere irlandesi, fino ad altri attinenti agli ambiti economici e finanziari: Johnson, quindi, dovrebbe scendere a compromessi con la controparte, rischiando di perdere consenso all'interno del proprio elettorato.

Sui mercati, di conseguenza, si preannunciano settimane incandescenti, che potrebbero essere caratterizzate da una forte volatilità. E in una situazione come questa, rischi e opportunità vanno di pari passo, creando terreno fertile per operazioni di trading, specie di breve durata. Gli esperti di www.transitionstrading.com, in un simile contesto, possono fornire un utile supporto agli investitori, cercando di suggerire i giusti asset e timing per effettuare efficienti operazioni di compravendita sui mercati finanziari, sfruttando al meglio le opportunità che i mercati offrono in situazioni di potenziale od effettiva volatilità.

 

 

Ultima modifica il Sabato, 05 Ottobre 2019 17:08
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