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Premio Romano al libro Storia della Massoneria in Abruzzo

Storia della Massoneria in Abruzzo, il libro di Loris Di Giovanni ed Elso Simone Serpentini, vince il primo premio per la saggistica Luca Romano di Chieti.

 

Il libro 'Storia della Massoneria in Abruzzo' di Elso Simone Serpentini e Loris Di Giovanni si classifica primo nella sezione saggistica edita del Premio Internazionale di Letteratura Luca Romano. La cerimonia di premiazione si terrà sabato 15 giugno alle ore 17.00 presso la sede dell'associazione. Il premio è dedicato a un giovane teatino scomparso a seguito di un incidente automobilistico causato da un guidatore in stato di ebrezza. Il padre ha voluto ricordare la sua figura di artista poliedrico con il premio che è presieduto dal critico letterario Massimo Pasqualone e al quale quest'anno hanno partecipato più di cento autori da tutta Italia.

Uno dei due coautori, l'avvocato Loris Di Giovanni, ha risposto ad alcune nostre domande. La conosciamo per il suo impegno come divulgatore della cultura in Abruzzo, per la passione delle antiche ceramiche di Castelli che l'hanno portata a rivestire il ruolo di vice direttore del Museo di Pianella e a sedere nel consiglio di amministrazione della prestigiosa Fondazione PaparellaTreccia a Pescara, per le mostre , penso a quella del dipinto di Durer con il collezionista Marco Vinicio Zonin, ma questa passione per la Massoneria dove nasce? Mi sono appassionato a questa materia durante il periodo universitario a Camerino e le ho dedicato due tesi di laurea, la prima in giurisprudenza, sulla P2, la seconda in scienze politiche con il prof. Mauro Canali proprio sulla storia della massoneria in Abruzzo. Come nasce l'idea del libro? Da un proficuo lavoro a quattro mani con lo storico teramano Elso Simone Serpentini, studioso da decenni della materia ed autore di un saggio nel 2014 per i tipi di Artemia Nova Editrice dal titolo 'All'Oriente di Teramo. La Massoneria teramana tra storia e cronaca', ma, soprattutto, alla felice intuizione della dottoressa Teresa Orsini, che è la nostra editrice, che ha creduto nella buona riuscita di questo progetto culturale. Il premio è sicuramente suo prima che nostro.

Volendo parlare del libro in pillole, per dare ai nostri lettori un'idea di quello che potrebbero trovarci?

In poco più di trecento pagine abbiamo ripercorso le vicende della Libera Muratoria abruzzese dalla metà del XVIII secolo alla metà del XX. Il libro ricostruisce lo sviluppo e la storia delle prime Logge, da quelle dei protagonisti della “Rinascenza teramana” di fine Settecento alle Logge castrensi del periodo napoleonico. Seguono una dettagliata ricostruzione della diffusione in Abruzzo della Carboneria e un’analisi dei suoi rapporti con la Massoneria nel primo Ottocento, la descrizione della ripresa dell’attività massonica dopo l’Unità d’Italia e delle vicende relative al complesso quadro della Massoneria abruzzese del secondo Ottocento e dei primi anni del Novecento. Viene poi tratteggiato il dualismo tra il Grande Oriente d’Italia e la nuova Obbedienza di Piazza del Gesù, sorta con lo scisma ferano del 1908, per poi passare al dibattito tra neutralismo ed interventismo alla vigilia della Grande Guerra e ai rapporti con il Fascismo, fino alle elezioni del 1924. Si parla poi dell’occupazione fascista delle Logge e del loro scioglimento come conseguenza dell’atteggiamento antimassonico del Regime, che nel 1925 varò un’apposita legge contro le associazioni segrete, per arrivare alla rifioritura della “Fratellanza” immediatamente dopo la Liberazione.

Perché questo tema è poco studiato, secondo lei quali sono i motivi?

Penso che il motivo sia duplice. Innanzitutto c'è da dire che è arduo ricostruire la storia di una associazione che seppur non più segreta è comunque estremamente riservata. I documenti, specie quelli di archivio, sono di difficile reperibilità e necessitano per la loro interpretazione puntuale di anni di studio. In secondo luogo si è avuta in questi anni una tendenza a negare il fenomeno massonico a livello storico o, nel migliore dei casi, a considerare gli studiosi che se ne sono occupati, penso al prof. Aldo Alessandro Mola di cui mi onoro di essere amìco, come autori di genere. In verità ci sono dei nodi della storia nei quali il ruolo della massoneria come istituzione e quello dei suoi singoli affiliati è stato determinante.Eppure tutto questo sui libri di storia raramente si legge. Da tempo si avvertiva l'esigenza di un focus sulla materia e seppur c'erano stati lavori settoriali sulla massoneria abruzzese, mancava una trattazione organica che abbracciare due secoli.

Volendo indicare due peculiarità di questo volume, quali potrebbero essere?

La ricca appendice documentale e i piedilista (elenco dei singoli affiliati) di ogni loggia di cui abbiamo trattato.

Il lavoro si ferma agli anni '50 del Novecento, non avete mai pensato di fare un altro volume che completasse la storia della massoneria in abruzzo fino ai giorni nostri?

In questo momento da parte mia penso ad integrare l'imminente seconda edizione di questo volume che è già quasi esaurito. So che il professor Serpentini se ne sta occupando. Sarò curioso di leggerlo.

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