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Sandro Galantini: "La fortuna aiuta gli audaci"

L'Intervista

di Lino Manocchia

New York  - Sandro Galantini, 48 anni, Gemelli con ascendente Scorpione, già direttore di biblioteca, è attualmente coordinatore dello Staff del sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro. Laureato in Giurisprudenza all'Università di Urbino, si è poi specializzato alla Scuola di applicazione forense dell'Università degli Studi di Teramo.  Iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 1994, è direttore responsabile del quadrimestrale di letteratura “Lìnfera” di Roma. Ha all'attivo oltre 50 pubblicazioni scientifiche. Recentissimo il libro ”Il Kursaal: la vedetta elegante di Giulianova punto focale della vita mondana e dell’epicureismo vacanziero, ricco di magnifiche memorie”.

 

Galantini parla chiaro e scrive chiaro. Astuto ed arguto, con una miscela esplosiva di estro e calcolo, impulsività e scetticismo, pesa le parole, misura i gesti. Ecco come Sandro ha risposto alle nostre domande.

La tua più irresistibile passione?

Oltre Bacco, tabacco e Venere, sicuramente la lettura, la ricerca e i viaggi. Ma con il lavoro che faccio, ho sempre meno tempo da dedicare a ciò che mi piace.

Il giornalismo ha tante regole. Quali più raccomandi ai giovani aspiranti?

La verifica dei fatti prima di riportarli. L'approssimazione degli altri non è per il giornalista un'attenuante. Naturalmente non siamo magistrati, quindi la verifica deve essere effettuata nei limiti del possibile.    

C’è successo senza l’audacia?

La risposta l'avevano già data gli antichi con un celebre motto: “Fortuna audentes iuvat”, cioè la fortuna aiuta gli audaci. Senza audacia il successo può anche arrivare, ma occorre una gran fortuna. Con l'audacia almeno il successo te lo sei meritato.

Hai sempre scritto quel che hai voluto?

Non sempre. Scrivere ciò che si vuole è un lusso che non ci si può sempre permettere.

Sei superstizioso?

Non lo sono, forse per pigrizia. In proposito mi piace ricordare cosa ne diceva Deniiderot: “la superstizione immagina le cose più stravaganti e grossolane, piuttosto che restare a riposo”.

Quindi cerco di evitare stravaganze e grossolanità. E poiché amo il riposo...

I tuoi ideali?

Tutti quelli oggi caduti in desuetudine. La vita se non è alimentata dalla fiamma dell'Ideale, diceva lo scrittore e giornalista napoletano Libero Bovio, è una volgare partita d'introito e di esito.

E’ vero che ti darai alla politica?

Si, come è vero che mi darò all'ippica. Scherzi a parte, sinora, nonostante ripetuti e pressanti inviti, sia da destra che da sinistra, non ho sentito il bisogno di candidarmi. Però mai dire mai....

La disoccupazione è riducibile?

La disoccupazione è una patologia sempre esistita e quindi può essere contenuta ma, ahimè, non debellata. Certo, come giustamente aveva affermato l'economista Milton Friedman, se si paga la gente che non lavora e la si tassa quando lavora, non ci si può poi sorprendere se si produce disoccupazione.

Galantini con il sindaco Mastromauro e una rappresentanza della Polizia di Stato

L’Italia funziona più grazie alle leggi o alla trasgressione delle  medesime?

L'Italia, che amo moltissimo, è un Paese che purtroppo ha una produzione legislativa ipertrofica. Per alcuni è colpa degli avvocati, che abilmente cercano, e molto spesso trovano, gli anelli deboli delle previsioni normative e riescono quindi ad aggirare gli ostacoli, spingendo quindi il legislatore ad intervenire. Per altri è colpa semplicemente dello scarso senso civico degli italiani, molto inclini ai diritti e pochissimo ai doveri, per cui molti obblighi o divieti persino elementari che dovrebbe fare parte della nostra educazione, debbono invece essere consacrati in norme e precetti di legge. Ora, si dovesse rispettare ogni norma, si bloccherebbe tutto. E quindi, paradossalmente, alcune cose non funzionerebbero senza trasgredire qualche norma.  Lo “sciopero bianco”, consistente  nell'applicazione rigida e burocratica delle regole, ne è l'esempio concreto.

Cosa pensi delle femministe?

Mi sono del tutto indifferenti.

Credi ai miracoli?

Si, senz'altro. La vita è già un miracolo. E d'altronde non dimentichiamo che il termine viene dal latino “miraculum”, derivazione dal verbo “mirari”, nel significato di meravigliarsi. Ed io, per fortuna, non ho mai smesso di meravigliarmi.

Cosa più ti mette di buonumore?”

Svegliarmi la mattina e sentire l'odore buono della campagna, vedere il cielo azzurro e incontrare la mole possente del Gran Sasso. Mi basta questo.

Costa caro il successo?

Io non ce l'ho, e quindi posso solo far ricorso all'intuizione. Penso che il successo sia come una somma consegnata da un usuraio con un tasso d'interesse altissimo: quasi sempre non si riesce neppure a pagare gli interessi.  Ne vale la pena?

Che avresti voluto fare che non hai fatto?

Avrei voluto fare il funzionario di Polizia, seguendo le orme paterne ed una tradizione familiare consolidata. Non ci sono riuscito. Peccato. Magari sarei stato un bravo commissario.

Il piatto preferito?

I cannelloni, seguiti a ruota dai maccheroni “con le ceppe”, onore e vanto della Civitella del Tronto di mia nonna Ines, che me li fece apprezzare, e dai maccheroni alla mugnaia, altre grande specialità dell'Abruzzo Teramano, in particolare della Val Fino. Naturalmente da accompagnare con un buon Montepulciano nostro, denso e  vigoroso, quindi non meno di 14 gradi.

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