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Acceleratori di particelle e viaggio in altre dimensioni. Lavori in corso

di Angela Curatolo

11 dimensioni e altre sottodimensioni, non è fantascienza, si spendono da anni fiori di quattrini nel mondo e nei laboratori con acceleratori di particelle come Cern, Fermilab e Gran Sasso, per osservare il gravitone, l'unico capace di passare da una dimensione all'altra, se accadesse il mondo cambierebbe.

 

Se si parla di uno scandalo, sangue o pettegolezzo interessa a molti ma quando si tratta di teletrasporto, viaggi inter dimensionali difficile mantenere vispo l'interesse. Da profana in materia mi impegno a tenerlo su il più possibile.

Alcuni scienziati dicono che siamo in trappola come su una fetta di pane, se si immagina l'Universo come un filoncino di pane e ogni fetta come una sua dimensione connessa con altre.

Gli studiosi la presentano sempre come teoria, ma per tutte le risorse che Stati e privati sono pronti a metterci, potrebbe essere molto più che una fantasia espressa in equazioni. Non si spendano miliardi per mera curiosità.

Lo studio della fisica capace di elaborare teorie intriganti, di ispirazione ai racconti di fantascienza dello scorso secolo, sorge con Wolfang Pauli, premio Nobel 1945. Il professore, paziente e amico di Carl Gustav Jung, (che trovò un supporto scientifico alla sua Sincronicità), passa alla storia per il principio di esclusione della fisica meccanica, scoprendo quelle particelle subatomiche ( meglio conosciute come quark, fermioni, bosoni e altro), poi chiamate da Enrico Fermi neutrini.

Per farla corta e per farla breve, tenendo presente un atomo, si sa che è composto da elettroni che girano intorno al nucleo, composto da neutroni e protoni dove dentro ci sono i quark, le varie particelle subatomiche. Da anni i ricercatori lavorano nel micro mondo delle particelle. Le scoperte della fisica teoria sono elettrizzanti e danno spazio alla fantasia, l'apice sembra raggiunto con le 5 teorie matematiche delle Superstinghe, della supergravità a 11 dimensioni, il Multiverso, 4 interazioni fondamentali e mondo brana. Tutte diverse: coi bosoni, senza fermioni e tachioni, con lo spin che si muove in una direzione, oppure in due direzioni, stringhe aperte, chiuse, gravitazionale... uh tutte la raccontano bella, difficile scegliere.

A questo punto il mondo scientifico si chiede: “ma che stiamo a fare? Non possono esistere 5 teorie, una deve essere”.

Ed è così che nel 1995 si fa largo Edward Witten che risolve il problema: Non avete capito niente! Fa notare che le 5 teorie matematiche sono il riflesso su 5 specchi di un'unica teoria. Nasce così la nuova frontiera della ricerca battezzata Teoria M o teoria del tutto, che le combina tutte e 5. Sta “M” ancora non si sa che sarebbe: alcuni dicono W di Witten al contrario, ma poco importa.

Chi ha avuto la forza di arrivare a leggere fino qui?

Comunque mettendo insieme le formule matematiche si è arrivati a postulare che ci sono 11 dimensioni con altre sottodimensioni, separate da una brana, o membrana, potrebbero essere a 1 millimetro distanti dal nostro corpo ma non si vedono, sono come stringhe vibranti.

L'universo a ciambella che poi diventa una tazza... riciclando il buco, insomma le equazioni dicono che dovrebbe essere così e come raggiungiamo questi mondi paralleli? Dovremmo lacerare la membrana, ma chi la vede? E poi chissà cosa uscirebbe fuori: un mostro, gas asfissiante, sostanze nocive, la Cosa, orsetti colorati e sorridenti assassini e chi lo sa? Gli unici che possono oltrepassare questa membrana sarebbero, a dire dei cervelloni, i gravitoni che in veste di onde gravitazionali si ficcano tra una dimensione e l'altra senza danni. Addirittura qualche nerd sostiene che potrebbero trasportare informazioni e con questa messaggeria avrebbero già influenzato da tempo il nostro mondo. Può essere.

Se state leggendo, siete irriducibili! Mio marito a '5 teorie matematiche' già dormiva.

Chiusura: Cern, Fermilab e Gran Sasso con i loro acceleratori di particelle, LHC, cercano di far scontrare tra di loro dei protoni proprio per cercare di osservare nell'impatto un gravitone in azione. Se dovesse avvenire si potrebbero usare questi gravitoni per creare un mezzo di comunicazione con una diversa dimensione, viaggiare nel tempo, tele trasportarsi, o forse dove si va dopo la morte.

Grazie a chi è rimasto fino alla fine.

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