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Irlanda. Molly Malone, il simbolo di chi deve tirare la carretta

Lei era una pescivendola, ma non c'è da stupirsi perché lo erano stati anche suo padre e sua madre e tutti e due avevano portato il carretto per strade strette e larghe gridando "vongole e cozze vive!"

Ah l'Irlanda terra di verde e identità, di guerrieri e incantesimi, dove la storia garantisce sempre un volo pindarico in fantasie di avventure avvincenti.

 

Si parla tanto del mal d'Africa ma chi ha potuto apprezzare e entrare in sintonia con l'Irlanda, i suoi posti accoglienti, liberi, rischia di lasciarci i cuore.

Piena di musei, letteratura, fabbriche storiche da visitare, Dublino, la capitale, è a misura d'uomo, aperta a tutti, brulicante di vita e entusiasmo e cultura, anticonformista, irriverente, temeraria, audace, diretta all'anima. Vera cultura di Popolo.

Entri in un pub e trovi la comunità, si segue ogni tipo di sport, perchè lì sono tutti importanti, poi si canta ad una certa ora, tutti insieme accompagnati dagli strumenti storici, canzoni della tradizione. Sono coinvolgenti.

Un popolo, che non dimentica mai di sorridere, che nel complesso riesce a risorgere con dignità sempre, difendendo la propria storia, che vive in un tempo non lineare bensì contemporaneo.

In Grafton street prima, in Suffolk street dal 2014, c'è uno dei simboli della città: Molly Malone.

Nel 1988 venne eretta la statua di bronzo dello scultore Jeanne Rynhart a lei dedicata per celebrare la leggenda a lunga memoria. Colpisce per la sua bellezza e semplicità, la sua storia viene raccontata in una vecchia canzone, inno non ufficiale dell'Irlanda, l'interpretazione più amata è quella dei Dubliners.

Narra di una bella ragazza che vendeva il pesce, come lo fecero i suoi genitori, trasportando un carretto pesante tutto il giorno nelle strada e vicoli di Dublino. Alla fine Molly si ammala, febbre alta, e muore.

La Statua raffigura Molly con tutto il carretto, che, oltre ad essere quello il simbolo di forza, ha ispirato ai bigotti locali un nome dispregiativo e di cattivo gusto "The tart with a cart" "La sgualdrina con la carriola") per la sua procacità in bella vista . Un archetipo che diventa di tutti non solo femminile, ma del lavoro, della libertà, dell'indipendenza: lei chiedeva a tutti urlando, fino a sgolarsi e ammalarsi, solo se fossero interessati alla merce che vendeva ma si sa questo mondo come reagisce a volte.

A volte basta solo acquistare un pesce per contribuire alla dignità del prossimo, per permettergli di rimanere in pista.

A giro può toccare a tutti nella vita di aver bisogno di questo tipo di aiuto. Ma quando il portafoglio è pieno, molti dimenticano i temi cupi. L'indifferenza ha ucciso Molly che esausta, senza aiuto, alla fine si è ammalata ed è morta.

La storia di Molly Malone potrebbe essere in parte inventata dalla fantasia popolare. E nonostante sia così apprezzata dai visitatori, alcuni dublinesi continuano a sostenere che fosse una prostituta, morta di una malattia venerea. Quello che si sa è che siastata battezzata nella chiesa di Sant'Andrea, oggi non più esistente, dove ora stata ubicata la statua.

In ogni caso la figura è cara e sentita e, siccome si pensa che sia morta il 13 giugno 1699,in tal data è dedicata a lei una ricorrenza annuale.

 

Ultima modifica il Venerdì, 06 Aprile 2018 16:21
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