Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...

        Registrati  
Ombre intorno a noi. La paura fa 90 ma c'è la soluzione.... forse

Quando si ha paura la prima cosa che viene in mente è come eliminare il 'bubù' che spaventa, ignorando che affrontarlo e armonizzarlo può portare ad una vittoria completa. Viceversa, se eliminato senza conoscerlo potrebbe aprire la strada a un 'bubù' dopo l'altro, condannando all'allerta perpetua, come un giocatore con una mazza da baseball mentre si allena con lo spara palle: faticoso, estenuante e alla fine vince quasi sempre lo spara palle.

Una teoria sempreverde, anche per esorcizzare le angosce che si avvicendano nelle profondità degli animi, è quella del ritorno della strategia della tensione, '2 punto 0'.

L'instillazione della paura del Daesh (Stato Islamico), dello straniero, delle persone in generale, sorge dai fatti di cronaca che ogni giorno appaiono sui media, programmi di approfondimento, persino in quelli che sino a qualche tempo fa si occupavano esclusivamente di chirurgia estetica e pettegolezzi. Il resto lo fa il passaparola tra le persone.

Un lavoro di fino fatto sino alla radice per arrivare a tutti. Se si facesse la stessa cosa informando su fisco, cultura e lavoro forse si potrebbe tenere testa alla crisi. La strada non presa insinua spesso il dubbio ed è quella che fa sperare.

Da anni, però, in politica tutti si buttano sulla promessa di garantire più sicurezza come contrasto alle minacce che si aggirano intorno alle nostre vite di cittadini. Furti, topi d'appartamento, truffe, bombe, violenze carnali, cadaveri in valigia, aggressioni, vicini che uccidono, raptus di follia, malattie... se ne sentono di cose spaventose.

E' normale che le persone si chiudano a riccio e preferiscono i social, mezzi dove non è così difficile venire a contatto con sconosciuti morbosi e strani. Effetto dissonanza cognitiva, si potrebbe opporre, come per la sigaretta.

Importante è uscire da cul de sac in cui l'intera società si è ficcata come un gatto terrorizzato la cui paura rischia di diventare cronica.

Ansie e paure dopo aver fatto una scorpacciata di fatti cruenti, possono essere una reazione prevedibile e comprensibile, cercare costantemente di vincerle è un esercizio che può aiutare a schiarire la realtà e invitarci a viverla.

La paura è un sensore del pericolo e se si accende in continuazione significa che qualcosa non funziona e può provocare reazioni esagerate. Si preferisce non uscire più dello stretto necessario e ci si trova a tenere sempre sotto controllo i famigliari e a volte degli amici e vicini di casa, a restringere il campo delle persone e dei luoghi da frequentare, scappare se qualcuno chiede un'informazione, vince così la diffidenza... non è più vita. Si, perché controllare troppo costa fatica, tempo e denaro. Non fa bene riversare le proprie paure sugli altri.

Sin dall'antichità, quando l'Uomo ancora non riusciva a decodificare la realtà attraverso la fisica e le scienze, le persone onoravano sia gli dei legati alla luce, il giorno, sia quelli della notte, il buio. L'Ade, gli inferi, racchiudevano tutti gli esseri brutali, mostruosi, le paure, le piaghe e chi più ne ha più ne metta. E allora perchè venivano celebrate lo stesso? Per paura, perchè in quel tempo l'Uomo intuiva che c'era qualcosa di misterioso che governava le sue scelte.

Solo molti secoli dopo Sigmund Freud e Carl Gustav Jung, forse leggendo Peter Pan e Dottor Jekill e Mister Hyde, chi lo sa, aprirono gli occhi al mondo parlando dell'inconscio e del profondo, come la parte più subdola di noi stessi, un vero servizio segreto della personalità che agisce nell'ombra e dà la colpa agli altri. Quel qualcosa di misterioso era sempre nell'Uomo.

L'ombra: un concetto molto caro a Jung e tutti gli artisti, soprattutto gli scrittori, cresciuto nel corso dello scorso secolo. Un mezzo esplorativo dell'Anima, della propria personalità da cui si possono ricavare erbacce o frutti a seconda di quanto siamo disposti a scendere nell''oscurità dei nostri inferi. Prendere l'ascensore come Angel Heart, per conoscere la verità sui segreti celati in fondo al nostro sacco degli scarti della vita è cosa assai ardua ma ripaga. L'ombra ha risvolti difficili da accettare: il primo è sapere che una alta percentuale delle colpe che inviamo agli altri ritornano al mittente e giacciono proprio lì.

Alla fine del discorso, il senso di praticità impone una domanda: “ma se mi trovo un ladro o un pazzo in casa che faccio chiamo l'ombra?” Mi viene da rispondere: “potrebbe arrivare di sua iniziativa, meglio conoscerla prima per saperla gestire.”

Per saperne di più su questa 'ombra' suggerisco il libro di Robert Bly Il piccolo libro dell'ombra, oltre alla Sincronicità e Ricordi Sogni e riflessioni di C.G. Jung, il testo di Ruediger Dalkhe "Ombra, apri la porta al lato oscuro della tua anima. Un manuale per imparare a riconoscerla e amarla." Gli insegnamenti di Osho racchiusi in diversi volumi. La vita di Sant'Andunie protettore da lu demonie. E la parabola di Gesù sulla trave e la pagliuzza.

E quando vedrete The blair witch project con occhio diverso allora qualcosa è cambiato.

Ultima modifica il Venerdì, 02 Febbraio 2018 11:34
loading...
Top
We use cookies to improve our website. By continuing to use this website, you are giving consent to cookies being used. More details…