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Paura di volare. La storia di Naida e di come il suo ragazzo la convinse a prendere l'aereo

di Angela Curatolo

Tutti dovrebbero andare a Parigi almeno una volta nella vita, meglio se con il partner dei propri sogni. Ancor meglio in aereo, per non perdere un giorno di viaggio e arrivare distrutti. E se uno ha paura? Bisogna ingegnarsi!

A volte può succedere che le paure blocchino i desideri. La paura di volare è una di quelle che impedisce di raggiungere le mete ambite e costringe puntualmente la famiglia e gli amici a optare per luoghi raggiungibili in auto oppure a lunghissimi viaggi.

E' molto più frequente di quel che si pensa!

La paura si può vincere, basta avere accanto un ragazzo creativo e la voglia di affrontarla. Sabato, in un noto pub di Marina di Città Sant'Angelo, PE, ero tutta orecchi ad ascoltare questa storia e non ho potuto fare a meno di scriverla, non solo perchè è simpatica, soprattutto potrebbe ispirare qualcuno a fare il grande salto e vincere la paura di salire in aereo. “Già che uno è in aria su un mezzo di ferro e non cade fa paura, è inconcepibile: io non salgo!” Difficile combattere con le convinzioni di chi rifiuta di volare, "E se cade? E se vengono i dirottatori?"

A volte capita che la persona accanto non molla e le prova tutte.

La storia di Michele e Naida è un ottimo suggerimento per chi è intenzionato ad abbattere il muro della paura per godersi un bel viaggio, in ogni parte del mondo e potrebbe essere la scena di un film tratto da un libro di Nicholas Spark.

Il sogno di Parigi era già nell'aria da tempo per i due innamorati, una tappa immancabile dell'album della vita: la Senna, la torre Eiffel, i sotterranei, le regge, i castelli, i parchi, i musicisti di strada, madame e messier, merci beaucoup e tutto quello che la città possa offrire.

L'occasione arrivò con due biglietti a prezzi vantaggiosi, Michele li prese al volo e subito dopo si ricordò della paura dell'aereo di Naida.

I sogni si coronano, a volte, superando gli ostacoli e questo ne era uno.

Michele, intraprendente e pieno di creatività, non si perse d'animo e, per convincere l'amata a salire sull'aereo, escogitò uno stratagemma.

Un giorno la invitò a casa, che condivideva con due amici. Quando arrivò alla porta ad accoglierla c'era uno “stewart” (stuart) e le fece strada per raggiungere il posto dove era ad attenderla Michele vestito da Pilota d'aereo... non proprio in aereo, era la sua camera allestita come un boing di linea, con i finestrini, le poltrone, le tendine, la cabina di comando.

Naida non era sola nel volo, entrando scorse alcuni “passeggeri”, seduti al proprio posto sfogliavano una rivista, si preparavano al “decollo” anche loro. Al microfono il “pilota” salutò i viaggiatori, spiegò il percorso, augurando buon viaggio. Lo stewart, come da protocollo, mostrò cosa fare in caso di pericolo, come indossare il gilet salvavita, la posizione da assumere, insomma tutta la tiritera che chi prende l'aereo sa di dover ascoltare.

E siccome Michele è un perfezionista, mise gli effetti e le simulazioni, avvalendosi di tv e computer, per far vivere a Naida il suo primo volo... controllato. Il resto lo fece lei.

La cosa funzionò, tra simulazione e due risate, trovò il coraggio di affrontare il proprio “demone” e così partì per Parigi con il suo compagno.

Potrebbe essere un'idea quella di organizzare viaggi in aereo simulati per chi teme di volare!

Ultima modifica il Mercoledì, 17 Gennaio 2018 17:47
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