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Giovanni Orsini partito da Montesilvano e morto sul Lavoro come minatore nel 1908

Giovanni Orsini partito da Montesilvano e morto sul Lavoro, nel 1908, nella Contea di King dello Stato di Washington. Geremia Mancini – presidente onorario “Ambasciatori della fame” racconta la sua storia.

 

Giovanni ORSINI nacque a Montesilvano (PE), il 27 settembre del 1863, da Giovanni (quarantenne “contadino” figlio di Francesco e di Elisabetta Di Paolo) e Michetta Rojo o Vojo (trentacinquenne figlia di Giacomantonio e Pietronilla Palumbo). Il 13 aprile del 1890 Giovanni sposò a Città Sant’Angelo (PE) Rosa Remigio (nata a Città Sant’Angelo il 12 febbraio del 1863 e figlia di Nicola e Maria Vincenza Vadini).

In comune l’atto di matrimonio fu ufficializzato dinanzi all’allora Sindaco di Città Sant’Angelo avvocato Antonio Coppa. Il 31 gennaio del 1891 nacque a Montesilvano il primo figlio a cui fu dato il nome di Gravino. Due anni dopo, il 17 maggio del 1893, sempre a Montesilvano nacque il secondo figlio: Pasquale. La terra era dura da lavorare e il guadagno non bastante per poter dare un dignitoso futuro ai propri figli. Per questo Giovanni decise di provare a rincorrere, come tanti altri, il “sogno americano”. Nel 1902 lasciò Montesilvano destinazione Stati Uniti. Sbarcò ad “Ellis Island” dopo aver attraversato l’oceano a bordo del piroscafo “Massilia”. All’inizio trovò lavoro nelle miniere. Poi si trasferì nella Contea di King nello Stato di Washington dove fu assunto da una società che provvedeva al “movimento terra”. In più trovò, insieme ad altri, alloggio in una baracca di una fattoria dove finito l’altro lavoro aiutava nella coltivazione dei terreni.

Arrivava a lavorare, in tutto, fino a 16 ore al giorno. Purtroppo il 30 agosto del 1908, mentre era intento con altri operai a sbancare un terreno che doveva consentire il passaggio di una ferrovia, dall’alto si stacco una enorme massa di terra e lo travolse. Il certificato redatto dal medico chirurgo F. M. Carroll recitava: “collisione successa per violento distacco terra. Frattura del torace”. Trasportato al “ Providence Hospital” di Seattle (capoluogo della Conta di King) , in povero Giovanni, vi morì subito dopo l’arrivo. Per diverso tempo in Italia non giunsero sue notizie. Poi tramite la Regia Agenzia Consolare d’Italia di Seattle arrivò la triste e tragica notizia. Così solo il 10 aprile del 1911, ben tre anni dopo, la moglie si poté recare nel comune di Montesilvano per consegnare a Francesco Mazzoni, il segretario delegato dall’allora, i documenti per registrare l’avvenuta morte del marito. Oggi lo restituiamo alla memoria della sua terra.

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