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Montesilvano. Enea D’Alonzo tra gli esclusi, “la politica non mi ha dato nulla”

 Escluso dal consiglio comunale con ben 337 voti, dichiara: “sono soddisfatto, il mio elettorato non mi ha tradito, ne vado fiero”. Esprime perplessità: “mi chiedo come hanno fatto alcuni esordienti a ottenere tutti quei voti”.

 

“Sono contento così, anche se sono stato escluso, va bene”; così dichiara un più disteso Enea D’Alonzo, candidato nella Lega a sostegno di Ottavio de Martinis, “la politica non mi ha dato nulla, posso dirlo a testa alta, torno a svolgere la mia attività: alleno 120 bambini, sono il direttore sportivo di una grande squadra di Montesilvano, Real Dem che prosegue la sua strada da ben 25 anni ininterrottamente.”

“L’orgoglio è di avere un elettorato che non mi ha mai tradito dal 2012”, tiene a sottolineare “il mio pacchetto voti è di oltre trecento voti, rimane intatto e ci sono sempre elezioni in Italia.”

Due consiliature alle spalle, da assessore e in opposizione, per poi passare in maggioranza, D’Alonzo si dice sorpreso per il successo elettorale di alcuni esordienti. L’elezione “era scontata nel risultato” aggiunge,”però per prendere voti devi essere strutturato”, riflette, “di solito, chi ha già fatto il consigliere, l’assessore, viene rieletto, perchè ha dei voti”, ricorda, “io ho ho 337 voti, in qualsiasi lista sarei arrivato primo, qui invece...” Evidenzia: “dal 2012 sono sempre risultato tra i primi 25 eletti, anche in questa tornata”.

Ammette, “in questi 5 anni in opposizione ho fatto ben poco. Sono riuscito fare molto di più come assessore in soli 10 mesi”. Tra le cose svolte menziona alcune attività durante l’amministrazione Di Mattia: “mi sono occupato spesso della disabilità, la presentazione del libro di Simone Pavone, l’incontro con Cinzia Leone, due sedie job per il mare, eventi sullo sport e disabilità.” E con un pizzico di nostalgia annovera: “quando vado ad accompagnare i miei figli a scuola si ricordano ancora il carretto di Natale tirato dal somaro con le caramelle per i bambini”, insieme a Fabio Vaccaro e Attilio Di Mattia vestito da Babbo Natale, D’Alonzo girava tra le aule.

Dispiaciuto, infine, per Carlandrea Falcone, “un uomo valido, trovo ingiusto e incomprensibile che sia rimasto fuori proprio lui, imprenditore di un'azienda importante, ha lavorato tanto in 5 anni per la città; ha fatto gli orti sociali, il mercato Ranalli, ha aperto il mercatino ittico, l’isola pedonale sul Lungomare, le casette di Natale, le targhe storiche e tante altre cose”.

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