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Montesilvano. Lu SandAndonie adorato fin dal 1300. Un affresco del colle lo prova

Sant'Antonio Abate vinceva su lu demonie e proteggeva gli animali.

 

“Sant'Antonio Abate è una figura molto particolare nella tradizione religiosa abruzzese. Il santo, fino a qualche decennio fa, era adorato in tutto l'Abruzzo rurale che lo festeggiava con fuochi, rappresentazioni, canti, processioni, piatti rituali e benedizione degli animali. Le feste dedicate al santo erano ricche di simboli legati alla sua vita da eremita, alle sue vittorie sulle potenze demoniache, al suo dominio sul fuoco e alla sua protezione sugli animali”. È quanto ha dichiarato il presidente dell'Università Popolare della Terza Età di Montesilvano, Giuseppe Tini, durante l'incontro svoltosi ieri pomeriggio, venerdì 12 gennaio, presso la sala Polifunzionale di Palazzo Baldoni. All'appuntamento, dedicato alla festività di Sant'Antonio Abate, hanno partecipato don Paolo Curioni, padre spirituale dell'Università, e il gruppo I Maccabbarri.

“Nelle contrade di Montesilvano Colle – ha continuato il presidente Tini – è ancora vivo nella memoria dei meno giovani, il ricordo dei 'portatori di San'Antonio': una rappresentazione tra sacro e profano sulla vita e le tentazioni del Santo da parte di Fra'Diavolo. La raffigurazione era strutturata attraverso dialoghi in dialetto e composta da giovani cantori detti 'li Sandandunijre'. A riprova della venerazione del santo nella nostra regione fin dall'antichità, nella chiesa della Madonna della Neve a Montesilvano Colle è conservato un affresco del 1300 che lo raffigura ”. Don Paolo Curioni si è poi soffermato sull'aspetto sacro di questa festività e su come il santo sia stato declassato nella tradizione popolare abruzzese a semplice protettore degli animali. “Un errore – ha affermato don Paolo – dovuto alla figura del maiale rappresentato molto spesso ai piedi di san'Antonio, in realtà l'animale nella iconografia sacra è il diavolo”. L'aspetto profano della festa è stato affidato al gruppo folkloristico I Maccabbarri (termine dialettale per indicare un insetto della quercia che emana un particolare profumo) che ha eseguito canti e balli tipici della tradizione abruzzese legata alla figura di San'Antonio Abate.

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