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Montesilvano. Di Stefano, "nuova Pescara sfrutta legge per fusioni piccoli comuni"

"Sono pronto a farmi promotore di un referendum abrogativo"

 

 

"Il processo di fusione di due o più comuni confinanti è normato agli articoli 15 e 16 del D.Lgs. 267/2000, Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali . Lo spirito legislativo che indusse alla scrittura degli articoli suddetti fu quello di agevolare le fusioni dei piccoli comuni montani o comunque inseriti in realtà locali in oggettive situazioni di difficoltà di collegamenti , gestione dei servizi pubblici e delle risorse necessarie alla sopravvivenza di amministrazioni comunali non giustificate dal ridotto numero di abitanti." Così Gabriele Di Stefano sostenitore del No alla fusione dei tre Comuni Montesilvano, Pescara e Spoltore.

"L’incentivazione delle fusioni si giustifica quindi per contrastare l’elevata frammentazione delle realtà comunali italiane e portare ad organismi di adeguate dimensioni che ottimizzino l’efficacia e l’efficienza delle attività amministrative."

Afferma il consigliere comunale: "Il comune di Pescara nella sua sete di potere ha sfruttato questa possibilità legale nata da ben altri presupposti per farne lo strumento attraverso cui raggiungere il suo scopo divoratore nei confronti di Spoltore e Montesilvano."

Dice, "Analizzando i dati anagrafici relative alle fusioni comunali si evince che solo in un caso si è registrata una fusione che ha superato i 50.000 abitanti ovvero nel nuovo comune di Corigliano- Rossano in Calabria con 77.076 residenti totali avente fra l'altro solo alcuni mesi di vita , tutte le altre realtà scaturite da fusioni si attestano nell'ordine medio di 5.000 / 15.000 abitanti a dimostrazione che la volontà legislativa e di oculati amministratori locali che l'hanno applicata era quella di ottimizzare e fondere piccoli comuni di poche migliaia di abitanti e non certo quella di creare un mega-mostro semi-metropolitano di circa 200.000 residenti e di cui non si sente affatto la necessità."

Opina "A maggior ragione dalla lettura della legge regionale che istituisce la “Nuova Pescara” nella sua versione del 2016 emergeva che il nuovo comune avrebbe avuto diritto a contribuiti regionali proporzionali alla popolazione come riportato nella L.R. 143 del 17.12.97 appositamente richiamata ma tale richiamo contributivo è sparito nella versione ultima approvata in questo agosto 2018 e questo perchè come recita tale legge regionale “ ...i contributi non spettano alle fusioni che avranno residenti inferiori a 2.000 unità e superiori a 15.000 ...” confermando che la ratio per cui è nata questa legge è di favorire appunto i comuni con meno di 5.000 abitanti. Per tanto nell'ultima versione è stata apportata correzione attingendo i necessari contributi regionali in misura pari al 7% del gettito annuo derivante dalla addizionale regionale sul gas naturale quindi valore del tutto incerto ed inoltre da quantificare di anno in anno in sede di bilancio a partire dal 2022."

Riferisce "Non passa giorno che io non esca a parlare con i miei concittadini dalla strada ai negozi ai posti di lavoro e ciò che raccolgo dalle loro parole è solo perplessità , dubbi , inconsapevolezza sia fra chi nel 2014 si espresse nel referendum e sia fra coloro che nemmeno se ne sono interessati. Io proseguo nel mio cammino verso un “no” deciso alla Nuova Pescara con la speranza che tale fusione si possa evitare e confido anche in extremis nel nuovo consiglio regionale che da qui ad alcuni mesi si andrà ad insediare affinchè abbia la lungimiranza di rivedere la snaturata legge appena approvata e sono pronto a giungere fino a farmi promotore di un eventuale referendum “abrogativo” questo si e non una semplice consultazione priva di una giusta e sana campagna informativa che permettesse al cittadino una scelta consapevole."

Racconta, "Le prime tracce storiche di Montesilvano risalgono al 1114 , dal 1904 si fregia del titolo di Comune d' Italia , nel 1989 è stata insignita del Titolo di “Città” ed ora un manipolo di politici senza scrupoli e totalmente assenti da questo orgoglioso territorio con la leggerezza di una alzata di mano in consiglio regionale si sono arrogati il diritto di cancellarlo per sempre ed infatti io che ero a L'Aquila per protesta uscii dall'aula prima della votazione per non assistere a tale obbrobrio continuando la mia protesta fuori dal palazzo regionale ."

Conclude: “NO , non con la mia approvazione e nemmeno con quella delle migliaia di miei concittadini la cui voce farò sentire sempre più alta e decisa."

Ultima modifica il Mercoledì, 22 Agosto 2018 09:45
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