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Montesilvano
«In questi giorni avete potuto assistere all'esodo dall'Idv al Pd. Attilio senza terra si è riposizionato nei ranghi della politica tradizionale, quella stantia e che puzza di naftalina. Di Mattia poteva rientrare nel partito che più lo ha fatto salire sulla poltrona più alta di Montesilvano: Bene comune, che nel nome porta anche "per Attilio Di Mattia sindaco". Ma non ha scelto così». Questo il pensiero del consigliere del Movimento 5 Stelle Manuel Anelli, dopo il trasloco di Di Mattia, dell'assessore Enea D'Alonzo e dei consiglieri Fabio Vaccaro e Stefania Di Nicola.
«Ha deciso di correre tra le braccia di Massimiliano Pavone», aggiunge Anelli, «che altro non aspettava. Ora le parti i invertono e si scambiano: non si sa chi sia il braccio destro di chi, Di Mattia lo è di Pavone o viceversa? La nuova giunta non è che un enorme foglia di fico. Come dice Tomasi di Lampedusa: "Cambia tutto e non cambia nulla, come può essere?". La giunta è stata azzerata per eliminare Anthony Aliano e per sostituire Stefania Di Nicola per favorire le pretese di Enea D'Alonzo come assessore allo Sport. Quest'ultimo è reduce da una squalifica di 5 anni per aggressione ad un arbitro durante una partita di Calcio a 5. Non è un esempio da mettere sulla poltrona di assessore allo sport di Montesilvano. In fine Germano d'Aurelio è stato il colpo di reni di Di Mattia. Dietro la sua professionalità si nasconde accovacciato il primo cittadino. Germano, ti auguro buon lavoro, ma attento.. Montesilvano politicamente è un covo di serpi. Il giorno prima servi ma quello successivo non più, e Di Mattia lo ha dimostrato». di Loris Zamparelli



