New age
La prima avvenne quando si scoprì che il vuoto non è affatto vuoto ma è stracolmo di piccole sottili particelle di energia. Poi i ricercatori hanno continuato, stroncando ogni forma di certezza della materia, spiegandoci che, sempre quelle parti subatomiche, si comportano sia da particelle, quindi solide e localizzate, ma anche da onda, quindi nè solide, nè localizzate.
Cosa le fa cambiare? L'osservatore.
Dura da capire altrettanto dura da accettare.
In pratica, sarebbe come se stessimo a giocare con la materia ad "un due e tre ...stella" e l'onda diventa particella solida e localizzata innanzi a noi.
E come si muovono queste particelle subatomiche? A livello sempre subatomico, gli elettroni, i fotoni si muovono in un salto quantico. Che significa? Che scompaiono da un luogo (orbita) e ricompaiono in un'altro.
Ma il colpo di grazia alla ricerca sono stati il pricipio di indeterminazione di Heisenberg, il quale afferma che, a livello quantistico, pur sapendo la localizzazione non è possibile misurarne la velocità, contro ogni principio di fisica tradizionale, e il principio della "non località" di due particelle correlate.
Questo teorema apre la mente a nuovi scenari spirituali, che alcuni potrebbero definire voli pindarici o folli fantasie, come la teoria delle anime gemelle, la telepatia, la chiarosentenza e come cambiare la nostra realtà.
Secondo Joe Dispenza, autore di molte libri sulle capacità della mente, per modificare la realtà è necessario imparare ad osservare."L'osservazione è un'arte e l'Uomo l'ha persa, le persone in media perdono l'attenzione in 5/6 secondie se vuole interagire con queste piccole parti della materia per influenzarle deve riconquistarla." La sua teoria parte da questo assunto: "L'osservazione è una misurazione quantica, in quanto la misurazione quantica produce memoria cerebrale. L'informazione passa attraverso la percezione e riflette nella memoria ed è lì che avviene l'osserzione".
Dispenza, però, afferma: "se la realtà non è altro che la risposta alle domande, agli atteggiamenti custoditi nella memoria, non dovremmo tanto chiederci come influenzare e cambiare la realtà, ma perchè continuiamo a mantenerla sempre uguale."
Se è vero, quindi, che quello che cambia la realtà, come sosteneva Castaneda è l'intento, dovremmo lavorare sulle parti più profonde nascoste di noi stessi come l'ombra, le convinzioni e i pensieri.



