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PESCARA /L'ACA SOSPENDE LA FORNITURA DI ACQUA AD UNA PALAZZINA DI VIALE MARCONI

SOLO IL POSSIBILE RICORSO ALLA PROCURA PERMETTE IL RIALLACCIO

"Ancora una volta il "modus operandi" targato ACA non appare conforme alla normativa vigente sulla somministrazione dei servizi essenziali, che soddisfano bisogni primari con fondamento costituzionale nella tutela dei diritti inviolabili (art. 2 Carta Costituzionale), nello specifico il diritto di somministrazione di acqua potabile. Un condominio di viale Marconi si è visto sospendere, senza alcuna avviso di messa in mora, la fornitura e solo il nostro possibile ricorso alla Procura ne ha permesso il riallaccio"

Così Donato Fioriti, Giunta Naz. Ass Consumatori "Contribuenti Italiani"- Presidente Contribuenti Abruzzo.

"L'art.1460 del codice civile -prosegue Fioriti- ci suggerisce che la sospensione della fornitura d'acqua, anche in presenza di morosità, non può ritenersi proporzionata al mancato pagamento delle fatture. Tanto è vero che lo stesso regolamento ACA non prevede, per morosità, la sospensione dell'erogazione, ma la sola riduzione di potenza che, comunque,in presenza di collocazioni particolari dell'utenza va "ultra vires", comportando "de facto" la chiusura del rubinetto, cosa non possibile"

 

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