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Pescara. Si della Corte dei conti ma “prosegue contabilità rigorosa”

“L'approvazione da parte della Corte dei Conti non significa che il Comune ha risolto i suoi problemi, ma che abbiamo vinto una battaglia, dura e fondamentale.” Così il Sindaco Marco Alessandrini di Pescara

 

“Prosegue però la guerra per una contabilità pubblica rigorosa che oggi non può che rappresentare la pietra angolare di riferimento degli amministratori. Senza rigore nei conti pubblici sei destinato a un orizzonte catastrofico, come è accaduto con la rotta data alla città da chi ci ha preceduto. Bene noi abbiamo invertito questa rotta. Qual è il riflesso sulla vita delle persone: la solidità finanziaria apre degli scenari importanti, Migliorando la situazione possiamo pensare a soglie di esenzione più ampie; la Tari che costa già di meno sarà ancora più bassa e tutto ciò ha un riflesso positivo importante sulla vita della città perché possiamo pagare i debiti contratti da altri. Pagare i fornitori significa dare respiro alle famiglie che stanno dietro le imprese e che soffrono della mancanza di retribuzioni. E’ un nuovo inizio, che restituisce respiro, ma che ci impegna ancora di più alla trasparenza e alla parsimonia per il nostro bene comune che è Pescara”.

“L'iniezione di liquidità è pari a 33.480.000 di euro che restituiremo in 10 anno a tasso zero - aggiunge l'assessore Adelchi Sulpizio – Estingueremo tutti i debiti a stretto giro e rimetteremo in circolo denaro: oltre 7 milioni di euro di cui 1,5 di parte corrente e 5,6 di investimento. Reintegreremo per 11,2 milioni i fondi vincolati che chi ci ha preceduto ha usato per le spese correnti. Abbiamo una quota di disavanzo di 63 milioni da coprire in 28 anni, per il 2015 copriremo la quota di pertinenza dell’anno, pari a circa 2,7 milioni me andremo anche a coprire un ammontare di 8 milioni di euro di debiti fuori bilancio.

Ieri abbiamo toccato l’ultima tappa per il risanamento del Comune, sarebbe sbagliato dire che tutta la fase critica è passata, di certo abbiamo salvato il Comune dal dissesto, dal fallimento. Siamo fieri oggi di affermare che Pescara non fallirà, ci impegniamo a tenere i conti in ordine per fare una programmazione e individuare le linee strategiche di sviluppo che finalmente oggi possiamo immaginare concretamente. Tutta la procedura è stata fatta in economia, resa possibile grazie ai tecnici interni all'ente che hanno lavorato manifestando una professionalità altissima. E’ andata a buon fine perché siamo stati credibili, perché siamo riusciti a dare la massima razionalizzazione delle spese e ci conforta essere accompagnati dalla funzione di controllo che la Corte dei Conti eserciterà durante tutto il procedimento, perché siamo per la massima trasparenza amministrativa della finanza pubblica”.

“Primo dato sulla tempistica, che ha rispettato un cronoprogreamma dai ritmi serratissimi: avere approvato il piano al 31 dicembre ci ha portato ad avere quasi il massimo dei fondi previsti - aggiunge il direttore del Dipartimento Amministrativo Guido Dezio – Undici mesi è un tempo estremamente rapido, corso senza intoppi, né osservazioni da parte della Corte e quindi su qualità del lavoro e tempistica il nostro piano diverrà un punto di riferimento che va oltre i confini cittadini. L’idoneità del piano poggia sulla possibilità di diluire una quota del disavanzo su 28 anni (art. 2 c. 5 decreto per gli enti locali 28 del 2015) e non su 10, il cosiddetto “lodo Pescara” che è diventato un precedente ed è alla base del salvataggio del Comune di Pescara. Altra eccezione di tale salvataggio è la possibilità di utilizzo del fpondo di rotazione per la copertura del debito fuori bilancio, accordato in base al Decreto legislativo 133 del 2014. Il piano approvato a Pescara farà da apripista per altre città, infatti l'Anci ha proposto di applicarne le norme anche per tutti i Comuni d'Italia che si trovano in simili condizioni. Se fossimo andati in dissesto le tasse al massimo ci sarebbero state comunque. Ciò che è importante è che oggi possiamo alleggerire tante posizioni: con questi 33 milioni di euro pagheremo tutti i debiti ed entro la metà gennaio non ci sarà fattura sia di opere pubbliche che di spesa corrente non pagata. Dopodiché, continuando l'opera di risanamento saremo in grado di pagare le fatture entro i 60 giorni, come prevede la norma”.

 

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