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Abruzzo attivisti WWF diventano guardie zoofile volontarie

Questa mattina negli uffici regionali di via Conte di Ruvo 74, a Pescara, presso il Dipartimento per la Salute e il Welfare, si è attestata l'assegnazione della qualifica di Guardia Zoofila Volontaria agli attivisti che hanno partecipato al corso di formazione organizzato dal WWF e che hanno superato l’esame finale di fronte alla commissione nominata dalla Regione presieduta dal dr. Corrado Sorgi. 

 

Al corso hanno partecipato oltre 30 aspiranti guardie, 24 delle quali hanno acquisito titoli adeguati per la nomina. Le lezioni, che si sono protratte per circa 5 mesi, hanno permesso ai partecipanti di ricevere una puntuale formazione su tutti i settori della vigilanza ambientale con particolare riguardo a quella zoofila, appunto, ma anche a quella ittica e venatoria.

"Attualmente la vigilanza ambientale del WWF in Abruzzo è articolata con due nuclei a Pescara e Chieti", spiega Luciano Di Tizio, delegato WWF Abruzzo. "L'arrivo di nuove guardie anche nella altre due province ci consentirà di aumentare i controlli sul territorio. Episodi come quelli del cervo ritrovato ucciso tra Introdacqua e Bugnara dimostrano come la piaga del bracconaggio sia ormai dilagante e richieda un maggior impegno anche sul fronte della repressione. Un adeguato gruppo di volontari potrà essere molto utile anche alle Forze dell'Ordine con le quali i nuclei di vigilanza ambientale del WWF collaborano da sempre. Le nostre guardie potranno svolgere attività in vari settori contribuendo così a rendere il nostro ambiente più protetto".

Le guardie WWF sono dei volontari molto speciali, collaboratori preziosi per le attività giudiziarie e legali che ogni giorno il WWF svolge in tutta Italia. Nate all'inizio degli anni Novanta, le guardie del Panda in Italia sono oggi oltre 300, organizzate in cinquanta nuclei distribuiti su quasi tutte le regioni. Ogni anno offrono in maniera disinteressata e gratuita complessivamente 55mila ore di servizio in difesa della natura.

Migliaia sono gli accertamenti di violazione effettuati in questi anni: dall’uccisione di specie protette al bracconaggio, dagli abusi edilizi all’abbandono di rifiuti, dal maltrattamento degli animali al commercio illegale di fauna e flora, dall’inquinamento di fiumi e mari, alla pesca illegale, dalle attività industriali inquinanti, agli scarichi abusivi e agli incendi.

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