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Giuseppe Conte al Quirinale. Di Maio esulta: "Siamo pronti a partire".

Salvo ulteriori colpi di scena, l'attesa per la formazione di un esecutivo giallo-verde al termine.

 

Il presidente Mattarella dovrebbe dargli l'incarico di formare il nuovo governo. La convocazione ha comprensibilmente suscitato soddisfazione in casa Lega, con fonti di via Bellerio che assicurano: "Siamo pronti a partire". Esulta il leader grillino Luigi Di Maio: "Lo avevo promesso. Finalmente è iniziata la Terza Repubblica, una Repubblica in cui i cittadini fanno un passo avanti e la politica un passo indietro. Il presidente del Consiglio verrà incaricato su indicazione di due forze politiche che si sono messe insieme. Questo è un governo votato che non si regge sui voltagabbana".

"Sarà il governo più politico di tutti. Giuseppe Conte, se sarà incaricato, sarà il presidente del Consiglio più politico che abbiamo mai avuto", sottolinea Di Maio. "I ministri? Li sceglie il Presidente della Repubblica, non c'è nessuna discussione in atto, non fate retroscena su questo".

Potrebbe esserci già martedì o mercoledì la seduta del Senato per la votazione di fiducia al nuovo governo, mentre il voto sul Def a Palazzo Madama si terrà dopo quello di fiducia al nuovo governo.

Il 'curriculumgate' che solo ieri aveva investito Conte non ha quindi scalfito la fiducia riposta nel professore universitario, che in tarda mattinata aveva visto confermata ancora una volta l'investitura da parte dei vertici del Movimento. "Conte è e resta assolutamente il candidato premier del M5S e della Lega", aveva spiegato stamattina il capo politico grillino. In mattinata il Movimento era partito all'attacco del Capo dello Stato. Particolarmente dura la deputata M5S ed ex capogruppo e portavoce alla Camera Fabiana Dadone, che su Facebook si scagliava: "Mattarella che riflette dopo aver dato l'ok a ministri come Fedeli o Lorenzin e i rappresentanti UE che minacciano gli italiani stanno diventando il più grande volano all'antipolitica. La pazienza - avverte - è al limite, non giocate con la sofferenza delle persone, non ne avete il diritto!"

Un caso poi l'intervento, sempre su Facebook, di Alessandro Di Battista, giudicato "eversivo" da alcuni esponenti del Pd, Ceccanti in testa. "Il Presidente Mattarella - ha scritto l'esponente grillino - ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica ovvero ai cittadini ai quali appartiene la sovranità. Per settimane, in una fase delicatissima dal punto di vista istituzionale, ha ricordato ai partiti politici le loro responsabilità. Per giorni ha insistito sull'urgenza di formare un governo nella pienezza delle sue funzioni. Ebbene, finalmente, una maggioranza si è formata, una maggioranza che piaccia o non piaccia al Presidente Mattarella o al suo più stretto consigliere, rappresenta la maggior parte degli italiani". L'ex parlamentare 5 Stelle chiama in causa il Capo dello Stato e rimarca: "Sono gli italiani ad avere diritto ad un governo forte, un governo capace di intervenire, se necessario con la dovuta durezza, per ristabilire giustizia sociale. Un governo capace soprattutto di ristabilire un principio sacrosanto in democrazia: il primato della politica sulla finanza. Mi rendo conto che ristabilire questo principio possa far paura a qualcuno ma non dovrebbe intimorire chi ha l'onore di rappresentare l'unità nazionale".

"Il Presidente della Repubblica non è un notaio delle forze politiche ma neppure l'avvocato difensore di chi si oppone al cambiamento. Anche perché si tratterebbe di una causa persa, meglio non difenderla", insiste Di Battista, che in un post scriptum lancia un appello: "Invito tutti i cittadini a farsi sentire. Usiamo la rete, facciamo foto, video. È in gioco il futuro del Paese".adnkronos

 

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