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Governo. Di Maio: la parola a Mattarella.

Assemblea parlamentari M5s: dialogo con tutti tranne Lega, "con Salvini rapporto chiuso". Bufala governo Renzi Boschi. Forza Italia, tra governo del presidente e di raffreddamento populista, dice no al Nazareno Bis.

 

"Non apriamo e chiudiamo a nessuno, la parola spetta al presidente Mattarella". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio in uno dei passaggi del suo intervento durante l'assemblea dei parlamentari M5S nell'auletta dei gruppi di Montecitorio. E, ancora: mai un governo con Renzi, Boschi, Lotti. "Matteo Salvini ha bisogno di parlare di noi per fare notizia, è disperato". Il vicepremier ha auspicato l'apertura di "un dibattito" interno alla Lega sulle scelte di Salvini.

"Lo scorso 8 agosto Salvini ha chiamato Conte e me per dirci che i suoi non volevano più andare avanti. Dopo aver ascoltato le comunicazioni del premier Conte decideremo per la mozione o le risoluzioni." Si apprende dall'Adnkronos. "Riguardo a Conte, non merita di essere trattato come in questi giorni né di essere accusato di trame segrete, è un uomo di una grande rettitudine. Il ministro del Lavoro ha chiesto ai parlamentari di supportare il presidente del Consiglio in vista delle comunicazioni in programma domani".

"Non si sa cosa sia successo tra un mojito e l'altro. Hanno aperto una crisi in spiaggia, noi la stiamo portando in Parlamento perché è il luogo democratico dove dibattere - le parole di Di Maio in assemblea - Non vogliamo che aumentino le tasse. Per colpa della Lega ora c'è il rischio che aumenti l'Iva. Faremo di tutto per evitare l'aumento dell'Iva alle famiglie" e "non derogheremo mai alla nostra battaglia per difendere l'ambiente e le future generazioni. No inceneritori, no discariche, il futuro è un'altra cosa". A proposito della riforma relativa al taglio dei parlamentari, il capo politico grillino ha spiegato che questo "deve essere un obiettivo di legislatura. Ma non dobbiamo fermarci, dobbiamo puntare a tagliare anche gli stipendi, c'è una nostra proposta".

Nel corso dell'assemblea congiunta M5S, alcuni parlamentari (tra cui Sportiello, Giarrusso, Lattanzio, Ricciardi) hanno avanzato la richiesta di allargare il team che partecipa alla gestione della crisi di governo. La deputata Corda, invece, ha chiesto agli eletti al secondo mandato di "lasciare spazio alle bellissime competenze dei nuovi. Il Movimento - ha aggiunto - questo dovrebbe essere". Alcuni parlamentari hanno chiesto ai vertici del Movimento di confermare che non ci sarà la deroga alla regola del secondo mandato, confidando in una collaborazione da parte degli uscenti "per il bene del Movimento". La posizione espressa da diversi parlamentari M5S è che bisogna dialogare con tutti, tranne che con la Lega "con cui ormai il rapporto è chiuso".

"Siamo prima forza in Parlamento, adesso non alla prossima legislatura. Dobbiamo dare noi le carte della crisi e portare gli altri sui nostri temi", sarebbe stato il ragionamento del sottosegretario Lorenzo Fioramonti. Pensiero, quest'ultimo, condiviso anche da altri colleghi, che aprono al dialogo "con chi vuole lavorare sui temi": dal salario minimo all'acqua pubblica, dall'ambiente ai diritti dei lavoratori ai temi dell'antimafia.

In assemblea 'convitato di pietra' Matteo Renzi. "Il punto non è lui, ma i contenuti", ha detto il questore grillino Federico D'Incà, a quanto apprende l'Adnkronos. Lo stesso D'Incà ha evidenziato che la durata naturale della legislatura è di 5 anni: osservazione formulata anche da altri esponenti del M5S, come Fioramonti e Lattanzio. Per D'Incà, inoltre, "niente rimorsi per l'alleanza con la Lega, ci volevano morti". Di Maio ha incontrato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria. Secondo quanto si apprende da fonti del Mef, Tria in questi giorni sta conducendo delle interlocuzioni per fare il punto sulla situazione economica italiana e internazionale alla luce del rallentamento economico che si registra in Germania e visti i rischi legati alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e quelli legati alla Brexit.

Forza Italia dice No al Nazareno bis

L'ex Dc Gianfranco Rotondi, pensa a un ''governo di raffreddamento, che faccia sgonfiare la bolla populista" mentre Renato Brunetta, preoccupato dai conti pubblici, invoca un ''governo del presidente'', con tutti i partiti dentro, compresa la Lega, ''per salvare l'Italia da una congiuntura spaventosa dal punto di vista economico-finanziario". Il senatore Massimo Mallegni, indicato dai rumors come tra i principali promotori a palazzo Madama di un 'gruppo di responsabili azzurri', almeno una ventina, avverte che il ''sovranismo non fa parte della nostra storia'' e, siccome ''Fi al Senato è il secondo gruppo parlamentare, ha il dovere costituzionale di partecipare a tutte le discussioni per la formazione di un governo, consentendo a Berlusconi e non ad altri di decidere poi se parteciparvi o no''.

Dentro Forza Italia prende quota il 'partito del non voto', che "non vuol sentir parlare di Nazareno Bis'' e ''inciucioni', ma guarda con interesse a un eventuale governo istituzionale, che, magari d'intesa, con Pd, M5S e Leu, scongiuri l'interruzione anticipata della legislatura e il connesso rischio di esercizio provvisorio del bilancio. Silvio Berlusconi, ancora in Provenza ospite della figlia Marina, tornerà a Roma domani sera, o più probabilmente, mercoledì, per seguire da vicino gli sviluppi della crisi, che, secondo gli azzurri, verrà ufficializzata domani da Giuseppe Conte in occasione delle comunicazioni al Senato, senza però farsi sfiduciare dall'Aula. Il Cav, come sempre in questi casi, attende gli eventi e invita alla cautela, giocando su più tavoli: la priorità è pensare a un centrodestra rinnovato e unito, unica formula vincente in caso di urne, ma, nello stesso tempo, tenersi aperta la strada alternativa di un governo di responsabilità nazionale con tutti dentro per il bene del Paese. Una soluzione a cui, sin dal primo momento starebbe lavorando l'ala forzista moderata e più europeista, che non vuole morire salviniana e fa capo a Gianni Letta e Antonio Tajani, e vede in campo anche Mara Carfagna.

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