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Con un discorso di un'ora, Enrico Letta chiede la fiducia alla Camera - ottenuta in serata con 453 si', 153 no, 17 astenuti - e domani lo fara' al Senato, mettendo sul piatto anche una velata minaccia: se sulle riforme non ci saranno segnali concreti e positivi, tra 18 mesi trarra' le sue conseguenze e comunque, assicura, "non ho intenzione di sopravvivere e vivacchiare a tutti i costi".
Un messaggio alle forze politiche perche' il suo obiettivo e' ambizioso: "questa legislatura deve far entrare l'Italia nella Terza Repubblica, non deve essere un'agonia della seconda" e dunque, tutti insieme, si devono fare le riforme istituzionali, e tutta la maggioranza deve sostenere le misure dell'esecutivo. Letta avanza delle proposte concrete e ai mugugni di qualcuno, che nota come non ci sia ancora una copertura certa assicura: "come un buon padre di famiglia non faro' debiti".
La scommessa e' di innescare un circolo virtuoso, facendo perno su un cambio di rotta che chiedera' con forza all'Europa. Per questo gia' da domani, appena incassata la fiducia del Senato, volera' nelle principali cancellerie: prima a Berlino, poi a Parigi e infine a Bruxelles, per chiedere e pretendere che la Ue oltre al rigore si impegni sulla crescita. Il premier Letta ringrazia ancora Napolitano e gli assicura che parlera' "con il linguaggio sovversivo della verita'". La situazione economica italiana, sottolinea "e' ancora grave" e la sparatoria di ieri davanti a Palazzo Chigi ci ricorda che "il disagio rischia di trasformarsi in rabbia e conflitto". "Di solo risanamento l'Italia muore" afferma, per fare un nuovo riferimento all'importanza di una nuova Europa.
In un discorso che viene giudicato dai piu' molto equilibrato tra le esigenze delle diverse forze di maggioranza, Letta ha concesso un po' di respiro sull'Imu, tema caro al Pdl, ma anche una nuova flessibilita' in uscita per le pensioni e la promessa di un impegno per gli esodati, insieme al reddito minimo per le famiglie disagiate e con figli, ipotesi pero' per ora solo allo studio. La riduzione fiscale sara' "un obiettivo continuo del governo", insieme a una nuova fiscalita' sulla casa. Dunque in attesa di una "riforma complessiva", e' sospeso il pagamento della rata dell'Imu di giugno. Anche sull'aumento dell'Iva Letta si prende l'impegno di una sospensione. Quanto alla lotta all'evasione, sara' "ferrea" ma "la parola Equitalia non deve provocare brividi". Tutti temi cari al Pdl, ma dal Pd c'e' chi sottoliea che la linea sull'Imu e' quella presentata dai democratici in campagna elettorale.
Un tiro alla fune per intestarsi i primi provvedimenti-vetrina del governo, che fa ben sperare alcuni ministri in un abbrivio positivo, anche se nessuno la vuole ancora chiamare 'luna di miele'. Nel concreto l'obiettivo di Letta sarebbe dare l'intero gettito dell'imposta sulla casa ai comuni, per una riforma del fisco locale sul modello tedesco, affidando ai sindaci il potere di modulare l'Imu a seconda delle esigenze di bilancio. La priorita' dell'esecutivo, annuncia ancora, sara' "la questione del lavoro" e dunque si pensa a part time per chi attende la pensione per facilitare l'assunzione dei giovani. E ancora "forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli piccoli", il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, il superamento del precariato nella pubblica amministrazione, la soluzione del problema degli esodati. E, quasi a rispondere alle sollecitazioni delle forze sociali e della Cgil, spiega: "i sindacati saranno protagonisti" e insieme alle imprese dovranno "superare le contrapposizioni che hanno frenato il Paese in passato". Letta torna sul tema della credibilita' della politica che ha creato nell'astensione "il primo partito d'Italia". "Bisogna recuperare decenza e sobrieta" dunque, e, a sorpresa, annuncia che sara' soppresso lo stipendio dei ministri che sono anche parlamentari, cosi' come la legge di finanziamento dei partiti. Come sostenuto anche durante le primissime consultazioni al Quirinale, il premier annuncia una serie di riforme e soprattutto auspica la nascita della Convenzione per istruirle.
La fiducia deve essere data da una sola Camera, mentre l'altra puo' diventare una Camera delle autonomie; le province vanno abolite; la legge elettorale va cambiata, magari con un ritorno al mattarellum.
Per la Convenzione si pensa a una commissione composta anche di esperti non parlamentari, ma non potra' essere un nuovo fallimento: "tra 18 mesi verifichero' se il progetto e' avviato verso un porto sicuro. Se non sara' cosi', non esiterei a trarne le conseguenze". Letta chiede ancora a tutte le forze politiche di partecipare per la loro parte: al varo dei provvedimenti per quel che riguarda le forze di maggioranza, alle riforme per tutte le forze parlamentari. E a tal proposito, dopo aver assicurato che intende far recuperare al Parlamento la sua "centralita'" nel rapporto con il governo, sollecita ancora il Movimento 5 stelle: "scongelatevi, perche' le riforme dobbiamo farle insieme". Perche' "come italiani o si vince o si perde tutti insieme". Il primo discorso ufficiale di Letta si chiude con una citazione biblica: il giovane Davide che sconfigge Golia. "Come Davide dobbiamo spogliarci della spada e dell'armatura indossate per anni e che ora ci appesantirebbero", "come Davide abbiamo scelto i nostri ciottoli, le proposte di programma, e la fionda, governo e Parlamento insieme. Di Davide ci servono la fiducia e il coraggio. Il coraggio di affrontare la sfida liberandoci dall'armatura forse l'abbiamo trovato". (AGI) .



